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27. 11. 2021 15:10

Scienziati in coro: «Nessuna riapertura dopo il 3 aprile»

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Tutta la comunità scientifica si oppone a qualsiasi ipotesi di riapertura delle attività, anche graduale, dopo il prossimo 3 aprile (ipotesi sostenuta ad esempio dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi). «Dobbiamo cominciare a pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve», ha scritto su Twitter il virologo Roberto Burioni. Gli fa eco anche Fabrizio Pregliasco: «Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E’ giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione dei morti che c’è stata in Lombardia». Anche l’epidemiologo Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità, esclude allentamenti: «Non possiamo tenere l’Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima gli effetti delle misure importanti messe in campo dal governo. Poi si possono studiare provvedimenti magari “stop and go” o misure complementari».

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