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24. 07. 2021 00:09

Covid, Zangrillo: «In ospedale i malati di Covid sono solo il 13%. Si continua a morire di cancro e altre malattie»

ll primario del San Raffaele critica aspramente la "drammatizzazione" della pandemia

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Il primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, in un’intervista rilascia al Giornale, ha parlato dell’attuale situazione epidemiologica puntando il dito contro gli inutili allarmismi.

Le dichiarazioni. «Siamo passati da una media del 50% di pazienti Covid della prima ondata al 30% di ottobre al 13% di febbraio-marzo 2021 quindi almeno 8 pazienti su 10 sono affetti da gravi patologie che nulla c’entrano con il virus – spiega Zangrillo -. La realtà di chi lavora in ospedale e deve occuparsi di tutti è completamente diversa da quella narrata quotidianamente ormai da più di un anno sui mediapurtroppo si continua a morire di cancro, di malattie cardiovascolari e di malattie neurologiche».

Basandosi su questi dati il professore chiede una comunicazione migliora da parte di media ed esperti. «Bisogna correggere questa irresponsabile tendenza alla drammatizzazione: ho vaccinato personalmente nelle Rsa, ma la cosa che più mi ha colpito è stata incontrare a domicilio persone anziane che non vedono le scale di casa da più di un anno e sono convinte di morire non uscendo più dalla loro camera. La depressione e la mancanza di prospettiva uccidono più del virus».

La critica è rivolta soprattutto alla carta stampata. «Due cose oggi mi sono molto chiare: a voi giornalisti piacciono di più le brutte notizie e l’Italia è un Paese di santi, poeti e navigatori. Ma ora soprattutto di scienziati».

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