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09. 08. 2020 07:34

Il meteo di Zangrillo: «Gli indicatori volgono al bello. Il virus non produce più malattia»

Il primario del San Raffaele. Alberto Zangrillo, ha rilasciato una nuova intervista al Corriere parlando a 360° del virus

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Il professor Alberto Zangrillo, primario dell’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano, ha rilasciato una nuova intervista al Corriere rimarcando la mutazione del virus e la diminuzione della contagiosità.

Le dichiarazioni. «In questo momento tutti gli indicatori volgono al bello e, al di là di qualche perturbazione, il tempo è dominato dall’anticiclone – ha dichiarato il professore -. Significa che la capacità del virus di produrre malattia è uniformemente scomparsa nel contesto nazionale. È un’evidenza dalle cartelle cliniche».

Le cause che hanno portato al nuovo contesto epidemiologico sono individuabili nelle misure anti-Covid attuate ed anche nella mutazione del virus stesso dopo esser venuto a contatto con l’uomo. «Il lockdown, il distanziamento e le mascherine sono misure che hanno sicuramente contribuito ad abbassare la carica virale – ha aggiunto Zangrillo -, ma si è ridotta anche la forza letale del virus, perché la correlazione tra carica virale e capacità di produrre malattiaè dimostrata. Qualcosa ha fatto anche il virus, però: l’interazione tra Sars-CoV-2 e l’ospite ha prodotto un cambiamento che ci ha favorito».

Morti. Secondo il medico del San Raffaele è ormai anche fuori contesto porre l’accento sulle morti legate al Covid. «Su questo c’è disinformazione – ha concluso Zangrillo -: un paziente ricoverato adesso con scompenso cardiaco e trovato debolmente positivo al tampone per un contagio magari di tre mesi fa, se poi non ce la fa, viene etichettato come decesso Covid, ma questo non rispecchia la realtà. Ci stiamo scordando le altre cause di morte».

 

 

 

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