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16. 05. 2022 23:04

ClimaMi l’informatica a servizio dell’ambiente, Pilati: «Costruire, sì, ma pensando al clima»

La Fondazione OMD ha lavorato a questo progetto per costruire un database su quasi cento indicatori

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Costruire un nuovo strumento informatico sul clima urbano destinato a tutti coloro che si occupano di progettazione e gestione del territorio. È l’obiettivo di ClimaMi, progetto triennale pensato per le attività professionali e l’adattamento ai cambiamenti climatici nel Milanese, promosso da Fondazione OMD – Osservatorio meteorologico Milano Duomo e cofinanziato da Fondazione Cariplo. «L’idea, nata nel 2019, è stata quella di creare delle linee guida per costruire un database credibile su 92 indicatori climatici», racconta a Mi-Tomorrow Samantha Pilati, meteorologa di Fondazione OMD.

ClimaMi, nuovo strumento informatico sul clima urbano. La meteorologa Pilati: «Perdiamo un giorno di pioggia ogni quattro anni»

Con chi avete collaborato per ClimaMi?
«Sono stati numerosi gli Stakeholders che hanno aderito, in particolare abbiamo coinvolto tre prestigiose istituzioni milanesi: La Fondazione Ordine degli Architetti, La Fondazione Ordine degli Ingegneri e la Fondazione Lombardia per l’Ambiente».

Il progetto è durato tre anni. Qual è stata la sua evoluzione?
«Per prima cosa sono state create le linee guida del progetto attraverso la costruzione dello Strumento Informativo Clima Urbano (SI-CU, ndr) e di un database contenente 92 indicatori climatici».

Che strumenti sono stati utilizzati per costruirlo?
«Abbiamo utilizzato 21 stazioni meteo parte della rete di Fondazione OMD, collocate nel bacino aerologico milanese, ottenendo dati con un dettaglio fino a 10 minuti di distanza».

E poi?
«Nel 2020 abbiamo creato l’Atlante Climatico delle temperature dell’aria, utilizzando come base di calcolo il periodo dal 2016 al 2019, mentre nel 2021 è stato creato il Catalogo delle Precipitazioni».

Quali dati avete riscontrato per quanto riguarda le temperature?
«Tre sono stati i dati più significativi sul lungo termine: un aumento delle temperature medie, una diminuzione dei giorni di gelo e un aumento delle notti tropicali».

Vale a dire?
«Un aumento di notti nel periodo estivo in cui la temperatura minima è stata superiore a 20°C».

E per quanto riguarda le precipitazioni?
«Abbiamo riscontrato che si perde un giorno di pioggia ogni quattro anni, ma il quantitativo delle precipitazioni resta all’incirca lo stesso poiché, quando piove, lo fa con maggior intensità».

C’è una differenza in questi fenomeni tra le diverse zone di Milano?
«La zona nord orientale della città è più soggetta a fenomeni di maggior intensità e, se si allarga l’area di studio, si nota una differenza ancora più evidente tra il Pavese e la Brianza».

E sulle raffiche di vento delle scorse settimane?
«Da inizio 2022 sono stati riscontrate numerose giornate caratterizzate da forti venti di fóhn. Il 7 febbraio scorso, la stazione meteorologica di Milano Città Studi ha registrato raffiche fino a 95 km/h».

Sono fenomeni destinati a protrarsi in futuro?
«Non vi è la certezza. Sicuramente questo studio può essere utile per progettare una città che si possa adattare ai cambiamenti climatici in atto».

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