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02. 08. 2021 22:47

Corso Buenos Aires, sulle ciclabili si (ri)parte… con polemica

Nessun passo indietro su corso Buenos Aires, ma il fronte resta caldo

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Si può considerare la più controversa realizzazione dell’amministrazione Sala, quella che ha suscitato più polemiche e che ha creato due fazioni opposte tra loro. La pista ciclabile di Corso Buenos Aires non convince, o comunque incontra forti contrarietà mitigate solo dai recenti lockdown che hanno costretto i milanesi a restare a casa. Ora che si può tornare per strada sono riesplose le polemiche.

Tante polemiche intorno alla ciclabile di corso Buenos Aires

Quella di corso Buenos Aires non è certo l’unica ciclabile della città ma è particolare perché costruita nella via dello shopping più grande della città, una delle lunghe del mondo. Già dal giugno scorso, appena completata, i commercianti hanno lamentato lo strozzamento del traffico e l’impossibilità per i clienti dei negozi di trovare un luogo dove parcheggiare l’auto. Per contro gli ambientalisti hanno subito sottolineato il successo dei nuovi percorsi che si pongono come la mobilità del futuro.

Il sondaggio

Dopo un anno la situazione è tutt’altro che rasserenata. Secondo un sondaggio reso noto da Confcommercio la settimana scorsa ben il 92% degli esercenti della via giudica negativo l’impatto delle ciclabili mentre l’81% ne chiede lo spostamento nelle arterie parallele, meno battute dal traffico.

Sarebbe anche un modo, aggiungono i commercianti, per valorizzare le zone limitrofe. Palazzo Marino, da parte sua, capisce che qualcosa va rivisto ma non intende cedere sulle richieste principali dei commercianti: le ciclabili restano un punto fermo delle politiche su mobilità e ambiente.

La novità è che ad agosto si interverrà per cancellare i posti auto rimasti e allargare i marciapiedi e la carreggiata. Verranno ridisegnate anche le ciclabili, la sosta in carreggiata rimarrà solo per taxi, alberghi e qualche moto. Carichi e scarichi finiranno nelle vie laterali agli incroci, per chi deve arrivare in auto e per i residenti c’è la sosta nelle blu e gialle nelle vie laterali e nei nuovi box interrati.

Funzionerà? Il comune assicura che la revisione consentirà una circolazione più snella, più equilibrata, persino un miglioramento ambientale. Vedremo gli effetti, facile prevedere che gli scontenti saranno ancora tanti.

Meghnagi (Ascobaires): «Cerchiamo un’alternativa»

Non solo le posizioni sono distanti ma manca persino ogni possibilità di confronto. Gabriel Meghnagi, presidente di Ascobaires, esprime senza mezzi termini il disappunto per la posizione del Comune sulla ciclabile di corso Buenos Aires.

Perchè questo conflitto?
«Non siamo contro le ciclabili, abbiamo solo chiesto un percorso alternativo».

Risposta?
«Ci hanno detto che toglieranno le auto e le moto nel tratto da piazza Oberdan a viale Tunisia, è una posizione da bambini».

La ciclabile è oramai attiva da un anno.
«Sì, ma non va bene, sono sbagliati i paragoni con via Dante che è lunga 400 metri mentre corso Buenos Aires 1.700, qui ci sono 20 alberghi, è una zona abitata. Inoltre crea problemi anche di sicurezza».

Spieghi.
«I mezzi dei vigili del fuoco hanno difficoltà a passare».

Quanto incide sulle attività commerciali?
«Gli esercenti subiscono un calo del 35%, di cui il 15 è dovuto allo smart working e il 20 alla ciclabile: lo dico perché altre vie che non hanno questi percorsi non denunciano cali così vistosi e perché la nostra via non è frequentata dai turisti».

Cosa propone?
«C’è un Distretto Urbano del Commercio, è bene che prenda posizione».

Patrizia Mauri: «Qui non c’è spazio per le bici»

Lo scotto della ciclabile lo avvertono anche i residenti. Patrizia Mauri, che vive tra corso Buenos Aires e via Spontini, racconta com’è cambiata la vita con la realizzazione del percorso.

Qual è stato il primo impatto?
«Me ne sono accorta lo scorso luglio, prima ero fuori Milano a causa del lockdown. Sapevo che l’avrebbero realizzata ma è stata lo stesso una sorpresa».

Perché?
«Non abbiamo mai avuto nessuna informazione sul progetto, non so se ci sono stati incontri per i residenti a cui comunque non siamo stati invitati».

Qual è il suo giudizio?
«Dico solo che arriva un’ambulanza alla settimana».

Per colpa della ciclabile?
«A causa dell’uso che se ne fa, viene utilizzata non solo da ciclisti ma anche da monopattini, motorini. Succede anche che i ciclisti corrano sui marciapiedi nonostante le piste a disposizione».

Ci sono controlli?
«Li ho visti per il Covid non per la circolazione».

Il Comune ha annunciato una revisione delle ciclabili.
«Sono preoccupata, toglieranno quel poco di parcheggio che è rimasto, mi chiedo dove si fermeranno i furgoni che devono effettuare il carico scarico».

Perché è così negativa?
«Il problema è che qui non c’è lo spazio per una ciclabile, tra i tanti che subiscono disagi ci sono i tassisti che non sanno dove fermarsi».

 

 

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