Miveg
Miveg

Il concetto di veganesimo negli anni è cambiato. Lo notiamo nella quotidianità e nei nuovi stili di vita. Dopo sette anni non cambia il concetto, ma cresce e matura, Miveg, il festival vegan più conosciuto e apprezzato del panorama nazionale, che sarà a Milano domani e domenica presso East End Studios – Studio 90 in via Mecenate.

 

La due giorni ad ingresso libero, organizzata dall’associazione Vitadacani e che richiama ogni anno oltre diecimila visitatori, è cresciuta grazie anche alla richiesta del pubblico, sempre più attento ed esigente per quello che riguarda il mondo vegano. Essere vegani non è la moda del momento, ci tengono a precisare gli organizzatori della manifestazione, ma la volontà di essere contro lo sfruttamento degli animali e adottare questo come stile di vita. Miveg è un evento no profit interamente gestito da volontari e dedicato completamente agli animali e a coloro che vogliono saperne di più del movimento culturale ed etico alla base della manifestazione, basato sul loro rispetto.

Camminare in mezzo al verde e agli animali grazie all’ausilio di un visore 3D, questa passeggiata virtuale è una delle novità di quest’anno di Miveg, che permetterà ai visitatori di proiettarsi direttamente nel Santuario PorciKomodi di Magnago, rifugio che accoglie animali sottratti ai maltrattamenti e al macello. Per uno di questi, la maialina Missveg, sarà possibile durante l’evento, una donazione tramite l’acquisto di un coupon per l’adozione a distanza. L’attenzione all’ambiente è un altro punto cardine della manifestazione, con il team earth, squadra a favore della terra, sarà possibile durante la tre giorni, acquistare prodotti della linea a marchio Miveg, contro l’utilizzo della plastica.

Anche quest’anno con abbigliamento, food, accessori e letture, Miveg conferma come sia semplice fare scelte etiche e di vita quotidiana che coniughino impegno sociale e buon cibo. In ambito food infatti sono previsti corner dell’area ristoro, come quello crudista interpretato dallo chef Eduardo Ferrante con tante specialità raw e quello della blogger Stella Vegana. Tra gli appuntamenti non mancheranno quelli con il Vegan tattoo circle, tatuatori vegani che utilizzano colori cruelty free e privi di ingredienti animali.

Nella serata di sabato arriva a Miveg Hambachers, il documentario sulla foresta millenaria di Hambach, nel cuore d’Europa, diventata scenario di un esperimento unico di resistenza ecologista. Domenica sarà la volta di un’altra tematica di questa edizione, quella dedicata al mare, scoprendo la realtà dei delfinari e come questa industria può sfruttare gli animali. Attesissimo anche l’artista spagnolo Roger Olmos, che racconterà con le immagini la realtà dello sfruttamento degli animali. Per non perdersi nulla del Miveg di quest’anno è possibile consultare il sito miveg.org.

Sara D'Angelo - vita da cani
Sara D’Angelo – Vitadacani

«Ognuno dei noi può fare la differenza»
D’Angelo (Vitadacani): «Qui sempre più vegan friendly»

«Il nostro festival è cresciuto ancora di più quest’anno, sia in quantità che in qualità. Avremo dello spazio in più e arriveremo a 110 espositori tra non profit e piccoli produttori alimentari, di abbigliamento e accessori vegani». Sara D’Angelo, portavoce dell’associazione Vitadacani, presenta così Miveg di quest’anno: «Siamo sempre attenti che gli espositori commerciali siano totalmente vegan, cioè abbiano solo questo tipo di linea, senza prodotti di origine animale in azienda. Devo dire che ne troviamo sempre più, questo ci fa capire che il mercato del consumo sta cambiando».

Quali sono le principali novità?
«Ve ne posso segnalare alcune, i nostri visitatori in questa edizione potranno, con un visore 3D, fare una visita guidata e mostra immersiva al santuario di PorciKomodi. Tutto il ricavato del festival va alle iniziative di Vitadacani e ai santuari PorciKomodi che ospitano animali salvati dall’industria della carne».

Cosa offre Milano in termini di sostegno al vostro mondo?
«Milano è una città sempre più vegan friendly, se parliamo di un consumo vegano consapevole. Le cose sono cambiate in particolare da quando ci siamo spostati in città, prima infatti eravamo alle porte di Milano. Questa è una città dove Miveg funziona, altrove probabilmente non sarebbe così».

Quali politiche auspicate per il futuro?
«Il benessere degli animali da carne di allevamento non esiste in realtà, non può esistere, le norme non vengono rispettate e lo vediamo nei vari scandali nei macelli o negli allevamenti. I volumi del nostro sistema produttivo sono così elevati che non possono far rispettare le norme di benessere degli animali e le istituzioni permettono e garantiscono il permanere di questo status di sfruttamento».

Il problema è anche legato all’inquinamento?
«Non c’è solo lo sfruttamento degli animali, gli allevamenti soprattutto intensivi andrebbero chiusi perché sono la principale causa di inquinamento, per l’avvelenamento delle acque e il consumo di acqua e derrate alimentari che vengono utilizzate per gli animali trasformati in cibo. Se non si capisce questo è inutile fare le targhe alterne per l’inquinamento. Per questo chiediamo al singolo individuo di fare la differenza».

In che modo?
«La singola persona può decidere di prendere le distanze da tutto questo, diventando vegani: dobbiamo avere il coraggio di scardinare la mentalità. Abbiamo ancora pochi anni per poter cambiare le cose».

Miveg

East End Studios
Via Mecenate 84, Milano

Domani, dalle 10.00 a mezzanotte
Domenica, dalle 9.30 alle 22.30

Ingresso gratuito

miveg.org


www.mitomorrow.it