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03. 08. 2021 00:48

I primi 25 anni dei Negrita:«Pace, amore e un giro di boa»

Riprendono i festeggiamenti per il quarto di secolo dei Negrita, interrotti a causa della pandemia: più acustica nella serie di live che approdano al Castello il 22 luglio

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Oltre venticinque anni di musica in due ore. È senz’altro questa la miglior descrizione possibile de La Teatrale Summer Tour, la tournèe che vede i Negrita tornare sul palco riprendendo con il pubblico il filo di un discorso iniziato ormai due anni fa e interrotto a causa della pandemia.

Negrita, un tour per celebrare il quarto di secolo

La band di Pau, Drigo e Mac ha ripreso a suonare dal vivo proponendo uno speciale live alle Isole Eolie, prima di iniziare un tour che la impegnerà per tutta l’estate. E il 22 luglio l’appuntamento sarà a Milano, al Castello Sforzesco.

Il 27 giugno avete suonato per la prima volta dal vivo, dopo tanto tempo. Com’è andata?
«È stata un’esperienza stranissima. Un palco che si muove a seconda delle correnti e delle onde e la gente che, invece di cercare una sedia, sgomitava per un posto barca e una boa. Un’atmosfera particolare e bellissima, un modo per tornare alla vita. Una sorta di preludio, un riscaldamento per quello che è il tour vero e proprio».

La tournée è denominata La Teatrale Summer Tour. Cosa significa?
«Anche se questo Covid ha fatto saltare gli schemi, dal 2019 stiamo festeggiando i 25 anni di carriera. Per farlo abbiamo pensato a un’avventura semi-acustica. La pandemia ha sballato tutto, eppure noi continuiamo a pensarla come la tournée del quarto di secolo. Un giro di boa importantissimo per una band italiana che fa rock».

negrita

Suonando i brani in una veste più acustica avete riscoperto qualche perla?
«Ci sono dei brani che non facevamo neanche più dal vivo per tanti motivi. Con questa nuova attitudine, invece, ci siamo trovati di fronte alla possibilità di riscoprire dei b-side, dei pezzi poco sfruttati che avevano un’anima compositiva importante. Abbiamo riassaporato il testo, ma anche la melodia di pezzi che erano caduti un po’ nel dimenticatoio».

Avete parlato di «tour della rinascita». Rinascita per tutti noi o per i Negrita?
«Intendiamo un percorso di nuova consapevolezza umana, più che musicale. Con questo tour mettiamo un punto: non abbiamo programmato niente per il prossimo futuro perché la verità è che, durante la pandemia, non siamo riusciti a scrivere nulla di buono».

Pau, hai aperto un sito nel quale pubblichi e vendi i tuoi disegni. E a giugno ti hanno anche dedicato una mostra. Ti aspettavi un riscontro così positivo?
«Per niente. Sono partito aprendo una pagina su Instagram per pubblicare delle cose che avevo fatto e avere un minimo di contatto umano durante il lockdown. La prima mostra è andata bene, adesso ho diverse richieste. Mi sorprende anche il plauso di ambienti accademici legati all’arte figurativa e visuale».

 

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