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22. 10. 2021 14:11

Alessandra Amoroso a 360°: «Ora sono fiera di me»

Sul Ddl Zan: «È una legge che tutela i diritti delle persone e non danneggia la libertà degli altri, anzi»

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Riuscire a fermare Alessandra Amoroso in questo periodo è impresa ardua, reduce com’è dal doppio successo di Piuma e Sorriso grande. Ma Sandrina non si risparmia mai, come con i suoi fan. La “Big Family”, non a caso.

Alessandra Amoroso iperattiva: «Sono un trottolino amoroso»

Sei in modalità trottola, contenta di come stia procedendo tutto?
«Un trottolino amoroso, più o meno. Abbiamo un po’ ripreso a fare qualcosa però sempre molto poco per come vorrei io, per come magari sono stata abituata in questi undici anni. E’ un anno e mezzo che comunque non si fa un granché».

La pandemia ti ha insegnato a pianificare meglio le tue mosse perché non si sa mai cosa potrà accadere, oppure ti ha insegnato a goderti il momento?
«La pandemia mi ha aiutato ad affrontare delle paure. Sicuramente oggi sono più forte e quella persona che mi ha aiutato ad avere delle consapevolezze in più sono stata io stessa».

alessandra amoroso

Sei molto fiera di questo?
«Molto, di me stessa. Ed è la prima volta nella mia vita. Dico sempre che mi sono sempre giudicata, criticata, perché paradossalmente quello che doveva darmi il successo, il fatto di poter esser famosa, invece che fortificami e rendermi più sicura ha generato l’effetto contrario facendomi domandare se mi meritassi tutto quell’affetto dalle persone».

Sembra assurdo…
«Probabilmente è un tipo di educazione che mi hanno dato, che ho ricevuto: dover per forza sudare e fare un lavoro che potesse essere vero. Sono sempre stata io, nonostante loro, nonostante la gente, nonostante gli amici, nonostante la famiglia, ma mi sentivo sempre inadatta. Adesso sono centrata».

Se oggi dovessi raccontarti ad una delle tue fan, come ti descriveresti?
«Penso di essere una persona sincera, leale, non mi sono mai nascosta dietro un dito, ho sempre messo la faccia nelle scelte che ho preso. Sono molto simpatica e divertente (ride, ndr). Sono quello che la gente vede, niente di più e niente di meno: Sandrina sul palco, Sandrina a casa, Sandrina con mia nipote e con la mia famiglia, così come mi vedi, senza filtri e senza maschere».

Sei nata da un talent quando i social e la rete non avevano ancora questa potenza. Oggi lo consiglieresti ad un emergente o pensi che la rete possa aiutarti lo stesso ad arrivare al grande pubblico?
«Con i mezzi a disposizione si può arrivare al grande pubblico. Il percorso che ho fatto io era completamente diverso rispetto ad oggi: nel 2008 dovevi saper cantare, ballare, recitare, metterti in gioco in tutto, adesso è ben definito nelle due categorie del canto e del ballo. E poi ci sono Youtube, Instagram… Io sono un po’ anti social, non ce la posso fare, le mie dirette sono dei momenti da nascondere».

Piuma e Sorriso grande sono unite dalla consapevolezza di esser stata la peggior nemica di te stessa. A cosa si possono appigliare le donne per emergere dalle loro zone d’ombra?
«È come se dalla zona d’ombra si debba passare per forza, perché è quella che poi ti porta a vedere ancora di più la luce. È molto importante fare un percorso, avere la forza sicuramente di accoglierlo, di chiedere aiuto, penso che sia questo».

Ormai sei una donna fatta e finita: che rapporto hai con la Sandrina del passato?
«Non mi riconosco tanto, nel senso che quando mi guardo, ma ancora oggi, dico “che brava quella ragazza, che carina, guarda che simpatica”. Non riesco a riconoscermi, mi succede questa cosa, come se fossi un’altra persona».

C’è stata una volta in cui ti sei piaciuta particolarmente?
«Sì, da poco in una mia esibizione live a RTL mi sono detta: “Sei stata proprio brava”. Ero centrata, ho parlato bene, ho cantato bene e me lo sono detta».

Hai partecipato alla campagna Twitter #diamociunamano a supporto del Ddl Zan. Perché è importante metterci la faccia?
«Perché devi metterci la faccia in qualcosa in cui credi ed io l’ho sempre messa. Ho sempre sostenuto l’amore, non da oggi, da dodici anni e mezzo e sono sempre stata contro la violenza, contro la discriminazione contro l’odio, non oggi ma da sempre e quindi ci ho messo la faccia anche lì. È giusto che questa legge venga approvata perché è una legge che tutela i diritti delle persone e non danneggia la libertà degli altri. Anzi».

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