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27. 01. 2023 12:13

Alex Britti al Teatro Lirico: «La mia terra di conquista»

Divano e chitarra: l'artista si racconta

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Dopo un anno ricco di concerti nelle località italiane, Alex Britti ritorna nella cornice teatrale per raccontarsi in una veste diversa, semplice, essenziale, come sul divano di casa: ad accompagnarlo ci sarà solo la musica della sua chitarra, senza band, senza scenografia e senza giochi di luci. L’appuntamento è questa sera al Teatro Lirico Giorgio Gaber.

Alex Britti in concerto al Teatro Lirico

Come mai questa scelta?

«Ho deciso di essere solo sul palco e di presentarmi solo con la mia chitarra, per riprendere quello stato d’animo di serenità e di relax che avevo conquistato un tempo quando si trattava di concerti. Oggi noto live sempre più impostati come trasmissioni televisive sul palco, più che come esperienze con il pubblico».

Ovvero?

«Vedo sempre più concerti in cui abbondano elementi che esulano dalla musica, tanti ingredienti che poco c’entrano con la voglia di dare e di darsi al pubblico. Per questo sono tornato alle origini».

E il divano?

«Per tanta gente è il luogo di casa dove si passa più tempo. Io solitamente ci suono, mi riposo, scrivo canzoni, anche guardando il soffitto e con la chitarra addosso. Vorrei ricreare il mio stato d’animo di casa».

La formula del concerto-racconto non è nuova per te, visto che ci avevi già provato nel 2003 con Chitarra, voce e piede. In cosa sarà diverso?

«Lo sarà perché io mi sento diverso: nel 2003 ero un ragazzo alle prime armi che andava in giro a fare concerti da solo, oggi sono un uomo, nel bene e nel male, sono più riflessivo e maturo, anche nel modo di suonare. Sono più nervoso forse, perché sento che ho tante cose da dimostrare e voglio farle bene».

Mai senza chitarra.

«Ѐ la mia dimensione, mi rilassa e mi concentra. Mi fa da psicologa, da amica, da amante, mi permette di staccare la spina dal mondo. Quando mi metto a suonarla, la stanza cambia colore. Oggi, a 54 anni, provo le stesse sensazioni di quelle che provavo a 8, gli anni in cui cominciai tutto. E questo credo sia il segreto».

Sarà la tua prima volta al Lirico?

«Sì, anche da spettatore. Mi piace sempre tornare a Milano, ci ho vissuto per tanti anni e trovo questa città come la più italiana tra tutte: se Roma è la più romana, Milano ha davvero riunito tutto il Paese nelle sue vie. Al mattino al mercato di Wagner puoi trovare un calabrese e un siciliano con perfetto accento milanese, oppure all’aperitivo puoi trovarti avvolto da diversi dialetti senza accorgertene. Questa è una terra di conquista, come lo è stata per me».

Oggi alle 21.00

Teatro Lirico Giorgio Gaber

Via Larga, 14

Biglietti: da 36 euro su ticketone.it

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