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07. 05. 2021 13:12

Dopo Amici Leonardo Lamacchia riparte: «Milano è Via Padova»

Reduce da Amici, Leonardo Lamacchia riparte dalla città che lo ha adottato: «So che qui posso costruirmi un punto di vista personale su ogni cosa»

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Un percorso importante, il suo ad Amici. Anche al serale, Leonardo Lamacchia si è confermato tra gli interpreti più interessanti del talent condotto da Maria De Filippi. E Milano, dove ora vive, lo ha ispirato per il brano Via Padova. In che modo? «Perché lì succede qualcosa ogni giorno. E poi è viva, nei suoi pro e nei suoi contro».

Da sempre volevi vivere di musica, Amici ti ha offerto un’opportunità unica. Come sei riuscito a destreggiarti fra i diversi punti di vista di Rudy Zerbi e Arisa?
«Sicuramente l’approccio di Rudy corrisponde alla realtà delle cose, diciamo che si discosta da tutti quei meccanismi di sogno artistico per cui, a tratti viviamo. Quindi è più concreto. Per lui bisogna confrontarsi con classifiche, stream, popolarità: su quello è stato una palestra».

E Arisa?
«La sua visione si avvicina alla mia perché è meno discografica, naturalmente più artista. Quindi averla emozionata per me è stata una bella vittoria».

Uno dei tuoi brani, Via Padova, è dedicato a una delle strade più controverse della città. Qual è il ricordo più nitido che hai?
«Forse il kebab delle 5 del mattino (ride, ndr). Scherzi a parte, credo sia lo stesso ricordo che ha scatenato la scrittura di quel brano, nato proprio dopo esser tornato a casa con un kebab in mano. Via Padova è super colorata, vi succede qualcosa ogni giorno. E poi è viva, nei suoi pro e nei suoi contro. Ma è bella per questo».

Cosa ti piace di Milano?
«Sono originario di Bari, ma anticipo che Milano mi piace anche se non c’è il mare. E poi mi fa respirare molto come città, mi dà proprio la possibilità di aprire la mente per guardare oltre le cose. So che qui posso costruirmi un punto di vista personale su ogni cosa. Ed è questa è la sua ricchezza».

Eccetto il tuo amico Ermal Meta, quali sono i cantautori della vecchia e della nuova generazione che apprezzi di più?
«Parto da quelli della vecchia generazione, che rimangono comunque molto attuali: penso a Lucio Dalla che ha parecchio condizionato i miei ascolti. È un genio perché riesce a spiegare delle emozioni che sono complicatissime e non hanno una definizione. Ma non posso non citare Ivano Fossati, Pino Daniele, Lucio Battisti, mentre della nuova generazione mi piacciono molto Brunori Sas e Motta».

Potendo scegliere un collega italiano con cui poter collaborare, chi sarebbe?
«Pensando ad uno stile ben preciso, ma anche per stima artistica, mi piacerebbe fare qualcosa, fosse anche solo parlare un po’, con Elisa: credo abbia la grande capacità di “essere tutto” nella musica».

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