24.7 C
Milano
21. 07. 2024 01:14

Non siamo broke, l’ultima espressione d’arte di Shori: «La vera sfida è essere unici»

Il cantautore milanese pubblica il singolo e si racconta a Mi-Tomorrow

Più letti

Tante volte è nel dolore che la strada giusta da percorrere si fa più chiara; per Shori è stato così. Milanese, classe 2001, incontra la musica a 17 anni nella ricerca di una forma d’arte in cui potersi esprimere. Dopo l’esperienza ad Area Sanremo, arrivato tra i finalisti, è tornato con un nuovo singolo, Non siamo broke, un vero manifesto sulla ricerca di se stessi e sul non arrendersi mai.

Shori: «Mi metto costantemente in discussione e Milano, nel bene e nel male, mi aiuta farlo»

In che periodo della tua vita è arrivata la scrittura di questo brano?
«Con l’inizio del nuovo anno sono nati in me nuovi stimoli, ho scoperto nuovi spazi musicali ed emotivi che già esistevano dentro, ma non avevo ancora esplorato».

Nel brano troviamo il messaggio di non arrendersi mai, è molto forte sia nel sound e che nelle parole che hai usato. Ti sei mai sentito sul punto di lasciare tutto?
«Mi metto costantemente in discussione, è inevitabile in questo lavoro, oggi soprattutto tra raffiche di feedback, critiche o paragoni. L’obiettivo è riconoscere tutte queste cose e avere la propria consapevolezza. Oggi ho capito che il faro della tua vita, ancora prima di un progetto, sei tu, tutto il resto sono alibi o tendenze a farsi trascinare. Ho sviluppato un forte senso di responsabilità verso le mie idee e il mio futuro».

Milano è la tua città; in quale modo pensi abbia contaminato la tua musica?
«È una città che ti permette di vivere più racconti allo stesso momento e quindi darti tanta vita da raccontare. È stimolante, ti metti in gioco.

C’è un luogo che più di ogni altro ti ricorda il tuo percorso musicale?
«Avendo io vissuto gli ultimi anni principalmente all’estero la mia musica ha vissuto tanto in giro. Però il mio percorso nasce anni fa i fuori Milano, vicino a Vigevano, dove c’è il mio studio base e il mio team. Essere fuori dalla città mi aiuta a evadere dai suoi ritmi veloci, dove dove tradurli e dove trovare pace».

Oggi a Milano secondo te ci si sente finiti o affamati?
«Un misto tra i due, da una parte ci sono molti più ragazzi che fanno musica e quindi inevitabilmente c’è più competizione e più fama di emergere. Dall’altra trovo molta saturazione, che secondo me nuoce all’originalità. La vera sfida è essere unici e avere quel guizzo in più per conquistarsi la fiducia della gente».

Oggi per cosa hai voglia di combattere senza mai arrenderti?
«Le mie idee, il mio team e tutte le persone che seminano con me. Raccoglieremo».

In breve

Il Municipio 1 vince il FantaMunicipio 2024, il presidente Abdu: «Tuteliamo le identità dei singoli quartieri»

Il FantaMunicipio di Mi-Tomorrow di quest’anno ha visto trionfare il Municipio 1 guidato dal 2021 dal presidente Mattia Abdu...