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30. 11. 2022 21:59

I Biffy Clyro al Carroponte: «Qui c’è un’energia senza pari»

Finalmente live in città gli ultimi due progetti

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I Biffy Clyro arrivano finalmente in Italia per presentare i loro due ultimi lavori, A celebration of endings – uscito nel 2020 – e The myth of the happily ever after, pubblicato nel 2021. Lo show di mercoledì al Carroponte rappresenta per la band il ritorno alla dimensione live nel nostro Paese dopo una serie di rinvii necessari a causa della pandemia. E Milano, in particolare, è una tappa «immancabile», come ammette Ben Johnston.

Biffy Clyro a Milano. Ben Johnston: «Quella volta a Milano Simon perse pure la fede…»

Sensazioni sul ritorno alla dimensione live?
«Fantastiche. Sembra veramente la cosa giusta da fare in questo momento. Non avere la possibilità di esibirsi dal vivo è stato difficilissimo, soprattutto perché non abbiamo potuto farlo per tanto tempo. Ed è ancora più difficile dopo aver rilasciato un album, perché avevamo tanta voglia di suonare dal vivo quelle canzoni. Essere tornati on the road per un tour ci fa sentire di nuovo completi. E di nuovo felici».

Cosa dobbiamo aspettarci?
«Tantissimo entusiasmo, come è giusto aspettarsi da una band che per un po’ non ha calcato il palco. Per una band suonare dal vivo è molto importante e, in un certo senso, abbiamo anche dovuto capire come tornare a suonare dal vivo. Vedrete una band che si diverte tantissimo nel posto a cui sentiamo di appartenere. Ogni nostro sforzo è rivolto a questo show. E tra l’altro devo dire una cosa sull’Italia. Diamo tutto sul palco ma qui riceviamo anche tantissimo dai fan, perché c’è sempre una forte connessione. Voi siete appassionati tanto quanto lo siamo noi. Per cui non vediamo l’ora».

C’è stata qualche difficoltà nel decidere la scaletta?
«Assolutamente! Non invidio Simon che di solito si occupa di questo. Quando hai una decina di album in studio, diventa veramente difficile decidere cosa suonare. Ma non puoi accontentare chiunque. Devi scegliere in base a ciò che vuoi suonare live in quel momento e in base alle canzoni che stanno bene insieme in un determinato set. La scaletta in un certo senso è un viaggio e la speranza è quella di dare il massimo in ogni serata. Staremo sul palco per tre ore, se non di più, e comunque mancheranno alcune canzoni che le persone vogliono ascoltare. La soluzione è dare il meglio di sé».

Complicato…
«Diciamo che, tra tutte le difficoltà, la scaletta è un problema positivo. Ora, almeno, la penso così».

carroponte

Da un punto di vista puramente artistico, cosa vi è mancato di più del palco?
«La connessione con il pubblico. In ogni show si crea un legame speciale con almeno una persona. Mi fa ridere, perché le persone a volte pensano di aver avuto una connessione con l’artista ma che l’artista magari neanche le stia guardando. E invece vi guardiamo! Succede veramente! Questo aspetto mi è mancato tantissimo: il momento in cui incroci lo sguardo con qualcuno del pubblico e condividi un momento. Magari sorridi e quella persona ricambia il sorriso. Mi è mancata quell’interazione, il fatto di unirsi e condividere un’emozione. Ma ora sono felice che quella sensazione sia tornata nella mia vita».

È stato difficile per voi, in questo senso, non poter chiudere un ciclo artistico con i live?
«Ne abbiamo sofferto parecchio. Soprattutto per A celebration of endings. Per registrarlo siamo andati tre volte a Los Angeles, è stato un processo lungo ed eravamo veramente fieri del progetto. Poi è arrivata la pandemia e non eravamo neanche sicuri di voler rilasciare l’album. Ci siamo chiesti quale fosse lo scopo della musica, quale fosse il senso con la gente che moriva nel mondo. Poi ci abbiamo pensato e abbiamo capito che la musica è sempre presente in ogni situazione. Porta luce nella vita delle persone, ha questa abilità. Abbiamo capito che dovevamo rilasciare l’album e sono grato di questa decisione, perché le persone lo hanno amato. L’unico problema è stato non poterlo suonare dal vivo, ed è lì che il cerchio non si è chiuso. Le canzoni vivono e respirano sul palco. È stato difficile, ma sto cercando di non pensarci perché finalmente ci siamo».

E come definiresti il rapporto dei Biffy Clyro con Milano?
«Milano è sempre uno dei pilastri del nostro tour europeo. So che siete appassionati e credo sia l’unica parola adatta a descrivervi. La passione e l’energia che vedo a Milano non è seconda a nessuno. Abbiamo fatto uno show acustico una volta, in un edificio pazzesco. Simon ha fatto crowdsurfing, le persone lo afferravano e alla fine qualcuno gli ha preso la fede nuziale».

Davvero?
«Sì, ma non è stato volontario perché i manager poi sono andati a cercare la fede ed è stata subito restituita. Per fortuna l’ha riavuta indietro. Ma era uno show acustico e la folla era pazzesca. Milano è così».

Mercoledì 14 settembre alle 21.00
Carroponte
Via Granelli, Sesto San Giovanni (Mi)
Biglietti: da 40,25 euro su ticketone.it

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