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04. 08. 2021 16:51

Boomdabash e Amoroso sono già di platino grazie a Karaoke: «Live quando si potrà sgomitare»

«È stata dura, lo è ancora. Ma soprattutto siamo stati psicologicamente bombardati, ogni giorno. Credo che chiunque sia stato segnato oltremodo e che ora cerchi solo un po’ di spensieratezza, nei limiti del possibile», spiega Biggie Bash «Ora basta terrorismo mediatico»

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Disco di platino, vetta dell’airplay radiofonico e ritorno in grande stile per l’accoppiata BoomdabashAlessandra Amoroso. Karaoke è tutto questo, un mix di reggae-pop, vitalità e voglia di rituffarsi nell’estate dopo mesi particolarmente difficili.

Boomdabash e Amoroso sono già di platino grazie a Karaoke

Come si trova la spinta creativa, in questi casi?
«Credo sia stata proprio l’unicità del periodo a darci quella forza di dare forma ad un brano che segnasse in qualche modo la fine dell’apice della pandemia. Come si suol dire, dal buio devi riuscire a trovare la luce: ci abbiamo messo dentro tutta la voglia che avevamo di far ripartire la macchina Boomdabash. E sta andando benone».

Con voi, ancora una volta, Alessandra Amoroso.
«Ci siamo sentiti per tutta la quarantena, negli ultimi venti giorni del confinamento abbiamo iniziato a maturare la voglia di collaborare di nuovo: due artisti, ma soprattutto due amici che volevano ritrovarsi per farsi del bene a vicenda, anche a livello psicologico. Lei è molto importante per noi, come noi siamo importanti per lei. Dopo il 4 maggio, ci siamo ritrovati in studio ed è nato tutto».

Cosa ti lasci alle spalle di questa esperienza inedita?
«Un po’ di terrorismo mediatico. E, ora più che mai, penso ci sia bisogno di far vedere più luce alle persone, sempre nei crismi della sicurezza collettiva. Sono d’accordo, ad esempio, sulla chiusura confermata per le discoteche. Noi artisti abbiamo accettato ogni provvedimento sopportando il peso economico di non fare concerti per porre fine all’emergenza: se vai ad aprire le discoteche, a cosa vale il nostro sacrificio?».

Intanto alcuni vostri colleghi stanno ritrovando la dimensione del live.
«Non so come faranno a sopportare le spese di un live. Per noi, ad esempio, solo montare un palco significa dover mettere a budget 15mila euro di spese. Con mille presenze totali, al netto della crew, il pubblico non può superare le ottocento persone: quanto fai pagare un biglietto?».

Quindi ancora nessun live per voi.
«Il motivo per cui non vogliamo suonare finché non torniamo alla normalità è che vai a togliere la magia di un concerto, dello sgomitare, del sentire il contatto umano, di vivere un momento di libertà. Questa libertà non la voglia togliere alle persone. Quando si potrà suonare come Dio comanda, torneremo a farlo».

Progetti in cantiere dopo Karaoke?
«Sicuramente un singolo invernale, ma entro la fine dell’anno vorremmo anche uscire con un best of con qualche inedito e nuove collaborazioni a cui stiamo lavorando».

Vi rivedremo a Sanremo?
«Perché no? L’idea di rifarlo c’è».

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