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22. 04. 2021 03:43

Dopo il buio, è il momento della luce per Michele Bravi: «Così ho ritrovato la voce»

Con La Geografia del buio Michele Bravi torna protagonista: «Milano ha fatto da scenografia al mio dolore»

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Dopo quattro anni di attesa Michele Bravi pubblica La Geografia del buio, il nuovo concept album – in fisico e digitale – anticipato dai singoli La vita breve dei coriandoli e Mantieni il bacio.

Dieci tracce in dialogo tra voce e pianoforte. La musica ha colmato il tuo silenzio?

«Sarebbe pericoloso dire che ho trovato la forza di ripartire esclusivamente nella musica. Mi ha aiutato, ma in parte. A farlo è stata la terapia, così ho imparato a processare il dolore, senza nasconderlo, ma convivendoci. Chi ti chiede di tornare a cantare in un momento difficile non vuole il tuo bene: ho messo in pausa la musica perché c’era troppo rumore intorno, poi è stata lei a tornare, al momento giusto».

È questo il momento giusto per te?

«In realtà questo disco sarebbe dovuto uscire molto prima, ma le difficoltà di oggi hanno costretto il rinvio. In qualche modo queste dieci tracce, tutte nate prima della pandemia, nascondevano già il senso di incertezza e di ferita che viviamo. Ci tengo ad attingere a questo alfabeto silenzioso per aprire le porte di una casa accogliente».

Un disco casalingo, insomma.

«Arriva dal divano grigio della mia casa milanese. L’ascoltatore più attento potrà sentire anche una serie di rumori tra le tracce, come il ronzio del frigo o del traffico. Purtroppo si tende a togliere l’imperfezione del suono, io ho voluto che ci fosse».

Quanto ti ha aiutato Milano?

«Mi ha accolto già a 18 anni, è stata la mia scenografia di tutti i giorni, anche dei più bui. I suoi stimoli culturali mi hanno spronato, da creativo non potevo non scegliere i Navigli per viverci. Qui ho trovato persone in grado di rivoluzionarmi la vita in positivo».

Una in particolare?

«La mia vicina di casa, Federica Abbate, unico featuring del disco in Un secondo prima. La nostra amicizia nasce dal brano sanremese Il diario degli errori, poi è nata una chimica inspiegabile. Senza questa simbiosi non sarebbe arrivato nulla e Mantieni il bacio lo dimostra».

Due luoghi-simbolo del tuo ritorno.

«Nel maggio 2019 al Teatro Gerolamo Chiara Galiazzo mi ha preso per mano e mi ha regalato ciò che non pensavo fossi più in grado di concedermi, cantare ancora in pubblico. Nell’ottobre successivo al Teatro San Babila ho riacquistato il contatto visivo col pubblico, con quattro concerti indimenticabili».

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