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05. 12. 2021 14:35

Duran Duran, gli idoli degli anni ’80 tornano con un nuovo disco: «Sarà un ricordo del passato a cui penserai nel futuro»

I Duran Duran raccontano Future Past: «Sarà un ricordo del passato a cui penserai nel futuro»

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Parli di leggende del pop, parli di Duran Duran. Leggende senza fine, sì. Non a caso hanno appena annunciato l’uscita del quindicesimo album in studio, intitolato Future Past, disponibile da 22 ottobre per Tape Modern/BMG.

Il disco vanta una lunga lista di produttori di prestigio, da Erol Alkan a Giorgio Moroder, fino a Mark Ronson. Non mancano all’appello alcuni ospiti speciali, come il chitarrista dei Blur Graham Coxon, l’ex pianista dell’iconico Bowie Mike Garson e Lykke Li.

Duran Duran: ecco cosa dobbiamo attenderci dal nuovo album

Cosa dobbiamo attenderci da Future Past?
«È il nostro disco più autoreferenziale. Un progetto molto personale che, al tempo stesso, riflette sul valore del passato. In sintesi, è proprio il nostro modo di fare musica».

Percepisco tanta emozione.
«Sono stati due anni molto difficili, per questo speriamo di trasmettere entusiasmo, positività e soprattutto di risollevare lo spirito e la creatività di chi lo ascolterà».

Cosa cambia da Paper Gods?
«Sicuramente abbiamo cercato di riformare il nostro sound e di riconoscere lo strepitoso lavoro dei produttori con cui abbiamo avuto il piacere di lavorare negli ultimi tre anni. L’obiettivo primario è essere sempre coerenti fino in fondo nel nostro stesso ecosistema musicale».

Futuro e passato, un’antitesi che diventa valore aggiunto.
«Non è un titolo casuale. Vogliamo trasmettere un concetto ben preciso: ogni singolo momento che stiamo vivendo nel presente è sostanzialmente la creazione di un ricordo del passato a cui penserai nel futuro. Questa matrice emerge anche in alcune delle tracce inedite come Anniversary, che può essere paragonata a Wild Boys o Hungry like the wolf».

Qual è stata la collaborazione più sorprendente?
«Hammerhead con Ivorian Doll (Vanessa Mahi, ndr). Volevamo una rapper di Londra dalla voce distintiva, ma non riuscivamo ad immaginarci quale sarebbe stato il risultato finale in termini di sound. Ha dimostrato di avere una grande padronanza delle sue corde vocali».

Quarant’anni di carriera è un bellissimo traguardo.
«Se ci avessero detto che saremmo stati ancora insieme in uno studio di registrazione, non ci avremmo mai creduto. Vivevamo alla giornata, senza fare troppi piani. Ecco perché è incredibile essere riusciti ad arrivare fin qui oggi».

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