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19. 01. 2022 02:03

Tre domande a Giovani Amighetti del Festival Ahymè: «Un grande dialogo interculturale»

Lo spettacolo del Festival Ahymé arriva a Villa Terzaghi

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Com’è nato Ahymé, che farà tappa domani a Robecco sul Naviglio?
«Nasce tutto tre anni fa da un’idea mia e di Bessou GnalyWoh. Ahymé significa percorrere un cammino insieme. L’idea è quella di unire europei e africani per obiettivi comuni. Quest’anno siamo riusciti a riprendere con gli spettacoli dal vivo: sei appuntamenti al museo etnografico di Parma e due su Milano».

Domani sarete a Villa Terzaghi.
«Abbiamo curato la produzione del disco Genesis Piano Project, realizzato dai pianisti Angelo Di Loreto e Adam Kromelow appena prima del Covid. Adesso sono a Milano, ci dispiaceva non garantire una presentazione del disco anche qui. Il festival, poi, prima degli spettacoli offre ottime degustazioni: scegliamo location, dunque, che possano permettere questo connubio. Villa Terzaghi, ad esempio, ospita anche la sede della scuola di Cracco».

Qualche anticipazione?
«Il festival si svolge sempre in un bellissimo clima di empatia tra le persone. Kromelow è eccezionale, viene da New York e con lui ci sarà anche il chitarrista Luca Nobis. In più il festival è gratis. Perché non raggiungerci per godere di buon vino e di ottima musica?».

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