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25. 10. 2021 05:28

Giaime: «Io, rapper grazie a Milano»

Figlio maschio è il nuovo album di Giaime, 14 tracce con un singolo dal forte sapore estivo e con un ritmo reggaeton: Quando

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È uscito Figlio maschio, nuovo album di Giaime, rapper da 200 milioni di stream che anche in questo progetto mette in risalto la sua capacità di sperimentare. Un disco in cui spiccano le collaborazioni con Chadia Rodriguez, Guè Pequeno, Jake La Furia, Nashley e Rose Villain. L’artista incontrerà il pubblico questo pomeriggio alle 15.00 alla Mondadori di piazza Duomo.

Perchè Figlio maschio?
«Perché l’unico figlio maschio dei miei genitori: in questo disco, insomma, ci sono io. Mi piaceva l’idea di parlare di me dando un titolo che non fosse il mio nome».

Il disco si contraddistingue per un approccio sonoro molto eterogeneo. Qual è il filo conduttore?
«Il filo conduttore siamo noi. Io e i producer che ci hanno lavorato. Abbiamo fatto musica per divertimento, cercando anche di spingerci oltre, ma mantenendo l’impronta rap che da sempre è il mio biglietto da visita».

Come mai hai scelto Quando come singolo?
«È un brano molto adatto al mercato italiano, che negli ultimi anni ha scoperto il reggaeton. Io sono un fan del genere e ho cercato di omaggiarlo con Quando. Sony si è stata interessata al pezzo proprio per la sua semplicità. È un pezzo che ci piace».

Ritardo colpisce per il sound e per un ritornello fortissimo. Un altro potenziale singolo.
«È una delle mie tracce preferite da tutti i punti di vista. In Italia si è spesso inquadrati in un genere soltanto ed è più difficile farsi capire. Mi piace, ma non è detto che incontrerà il parere unanime del pubblico, anche se dal punto di vista melodico è uno dei pezzi che amo di più».

Sui social hai detto: «Anche se non vincessi stavolta, il percorso è stato il migliore che abbia fatto fino ad oggi». Temi di non essere capito?
«Non mi interessa troppo essere capito, preferisco sapere che alle persone piace ascoltare la mia musica. È una specie di ansia da prestazione (ride, ndr). Vincere per me significa rivoluzionare la carriera. Farle fare un passo in avanti importante. Se dopo il disco l’asticella si sarà alzata, vorrà dire che avrò vinto».

Finalmente potrai incontrare i tuoi supporter con tre date instore.
«Mi aspetto un grande calore. È tanto che non ho un rapporto del genere con i miei fan, mi sono sempre stati accanto e immagino che dopo tutto questo tempo sarà bellissimo incontrarci. Mi spiace solo che i posti saranno limitati a causa delle restrizioni».

Cosa rappresenta per te Milano?
«Sono nato qui per caso, poi nel 2006 mi ci sono trasferito. Avevo appena compiuto 11 anni. È come se fossi tornato a casa. È la città che mi ha permesso di fare questo mestiere: sono certo che, se non fossi vissuto qui, forse oggi non farei il rapper. Le devo tanto».

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