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18. 05. 2021 21:59

Laura Pausini, ad un soffio dall’Oscar

La Pausini non ha vinto l’Oscar, ma ha portato l’orgoglio italiano dall'altra parte dell'oceano: come lei, nessuna

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C’è stato e continuerà ad esserci tempo per metabolizzare. Anche perché nessuno potrà togliere a Laura Pausini il pregio di una nomination all’Oscar. E allora è giusto omaggiare la sua presenza, un traguardo comunque epico, “tagliato” sfoggiando sul red carpet degli Academy Awards un lungo abito nero di Valentino.

Durante lo show introduttivo, intitolato Oscar: Into The Spotlight, l’ugola di Solarolo ha incantato gli spettatori di mezzo mondo esibendosi dalla Dolby Family Terrace proprio sulle note di Io sì (Seen), pezzo composto a sei mani con la statunitense Diane Warren e il milanese Niccolò Agliardi, tema centrale della colonna sonora de La vita davanti a sé di Edoardo Ponti.

Primato. La statuetta come Miglior canzone originale è stata attribuita alla talentuosa H.E.R. con Fight for you, dal film Judas and the Black Messiah, ma poco male: per Laura Pausini si è trattato dell’ennesimo e meritato primato conquistato in carriera, di fatto è la prima volta che viene nominato un brano in lingua italiana in quasi un secolo di storia della rassegna.

Con un Golden Globe e un Satellite Award già in tasca, la star romagnola è tornata a casa arricchita da un’esperienza unica, a dir poco irripetibile: «Torno in Italia felice di riabbracciare la mia bimba che mi aspetta – ha commentato sui social – e con la quale festeggeremo di ritrovarci dopo la prima settimana di lontananza della nostra vita. Ma le racconterò il sogno di una notte… incredibile!».

Pantheon. Nessun artista pop nostrano era mai arrivato così in alto, prima di lei soltanto Domenico Modugno e Renato Carosone erano riusciti a vivere il cosiddetto “sogno americano”, se non consideriamo Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli alfieri, però, di un genere più classico, molto apprezzato negli States.

Grande merito alla Pausini, che corona – pur senza statuetta – una carriera quasi trentennale. Da quel fortunato Sanremo in poi, ha dimostrato di saper andare oltre le mode, esportando le sue canzoni in luoghi con culture e logiche discografiche diverse. Non a caso, l’Istituto Tecnologico del Massachusetts l’ha inserita nel progetto “Pantheon”, indicandola tra i 200 artisti di maggior impatto della storia della musica. Un’eccellenza, sì, tutta italiana.

 

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