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21. 06. 2021 06:02

LowLow feat. Ghemon: «Così sorprendiamo tutti»

LowLow torna insieme a Ghemon con Fino a che non ti odierò: «Rappo il mio vissuto, senza filtri»

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Nuovi suoni, nuova veste, nuova musica. LowLow torna con Fino a che non ti odierò,
forte del featuring con uno degli artisti più cool e ricercati del momento, Ghemon

LowLow, un nuovo featuring con Ghemon

Com’è nata l’idea di questo singolo?
«Volevo raccontare una cosa che mi è realmente accaduta con una scrittura molto spontanea e che, ammetto, si distanziasse un po’ dal solito stereotipo di rottura infelice di una storia d’amore. Non volevo inserire le solite trame prevedibili in un pezzo del genere».

A cosa ti riferisci?
«Alle classiche “frecciatine”. Ho preferito dare il giusto risalto a qualcosa che è stato senza dubbio importante, a cui riconosco un significato profondo. Questo è il senso vero della canzone, un po’ con gli occhi miei e un po’ con il cuore degli altri».

Anche se, ascoltando il brano, spicca la visione in terza persona.
«Credo che facciamo un lavoro piuttosto identitario per cui, ad un certo punto, ognuno sfrutta esperienze personali finché diventano un racconto destinato a tutti. Vivo quello che mi accade quotidianamente in una maniera molto intensa, scrivo con grande istinto sebbene sia indispensabile dare un senso agli eventi. Insomma, arriva quel momento in cui il distacco narrativo diventa fondamentale, anche solo per non ricadere negli stessi luoghi comuni e non arrivare a conclusioni ritrite».

Ghemon è stato il primo nome a cui hai pensato per questo featuring?
«Ascoltavamo queste strofe con il mio manager e abbiamo capito che era giunto il momento di perseguire la strada del racconto senza filtri, senza sovrastrutture, senza dover citare, semplicemente esponendomi».

E quindi Gianluca era perfetto?
«Io verso Ghemon ho una grande stima, tra l’altro mi ha fatto vedere una foto: ci siamo conosciuti quando facevo le gare di freestyle, avevo tredici anni ed era completamente un altro periodo. A lui mi accomuna una grande voglia di innovarsi, di mettersi in gioco, di evolversi».

Che cosa avete imparato l’uno dall’altro?
«C’è stato uno scambio molto interessante. È stato un incontro che mi ha fatto bene perché non era facile trovare delle affinità artistiche pur in un momento in cui il mercato è molto variegato. Ci sono tantissime personalità da cui c’è molto da prendere: una di queste è Gianluca».

Cosa vuol dire “rappare” nel 2021?
«C’è un dato di fatto: adesso il rap è ben radicato nella cultura pop e nell’Italia, non credo a chi dice che sia stato detto tutto e non si possa dire niente di nuovo perché tutto è sempre in evoluzione. Cambia la realtà che viviamo, quindi cambia la musica che facciamo. Il rap è e resta una delle forme più dirette per esprimersi»

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