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28. 09. 2022 07:45

Mahmood & Blanco, l’intervista doppia: «Macché pressione, l’Eurovision è bellissimo»

Uno torna sullo stesso palco tre anni dopo, l'altro dopo un successo fulmineo

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Mahmood arriva al suo secondo Eurovision con una nuova consapevolezza. A Tel Aviv, nel 2019 con Soldi, era l’outsider diventato in men che non si dica favorito. Ora gioca in casa, nell’italiana Torino e in coppia con Blanco. Due esperienze diversissime, a distanza di pochi anni l’una dall’altra.

Eurovision, Mahmood: «Come la prima volta»

Un lato positivo e uno negativo dell’Eurovision?
«Il lato negativo è Blanco (ride, ndr). Ovviamente scherzo… L’unico elemento negativo direi che è il fatto che non siamo mai contenti. Anche quando ci dicono che abbiamo fatto una bella prova, vogliamo sempre fare meglio. E questo, in un certo senso, è un lato sia negativo che positivo».

Rispetto all’Eurovision di Tel Aviv, come stai vivendo quello di Torino?
«A Tel Aviv per me era la prima volta. Uscivo dall’hotel e c’era la spiaggia. Era tutto diverso. Non solo per la location, ma proprio per come la vivevo. Qui mi sento più a casa. Lì ero dall’altra parte del mondo, mi sentivo distante da tutto. E poi ora sono con Riccardo, si respira un’aria diversa. È difficile elencare le differenze, sono talmente tante che per me è come se fosse la prima volta».

Senti un po’ di pressione per la manifestazione?
«Non più. Negli anni ho imparato a trovare un equilibrio. E, per Blanco, rispondo io. Sente talmente tanto la pressione che va in giro in monopattino per Torino. Chi l’ammazza a questo?».

Dopo l’Eurovision?
«C’è il tour. A giugno sarò un po’ libero quindi mi ricaricherò, prenderò il sole. A luglio i live saranno una botta di energia».

mahmood e blanco

Eurovision, Blanco: «Che grande opportunità»

In poco tempo è stato consacrato prima dal successo dei suoi brani e poi dalla vittoria del Festival di Sanremo. Ora Blanco arriva sul palco più importante d’Europa ed è in buona – anzi ottima – compagnia. Insieme a Mahmood presenterà domani a milioni di telespettatori il brano Brividi. Ma l’entusiasmo è sempre quello di un giovanissimo artista, pronto a mangiarsi il mondo.

Un lato positivo e uno negativo dell’Eurovision?
«Sicuramente il lato negativo è il fatto che alcune volte ci dobbiamo svegliare presto. Abbiamo tantissime cose da fare. Il lato positivo, non serve neanche dirlo, è già poter avere questa opportunità. E poi, sia per me che per Ale, è bellissimo conoscere altri artisti stranieri».

Senti un po’ di pressione per la manifestazione?
«Confermo, come ha detto Ale, che sono andato in giro per Torino in monopattino. Ne ho approfittato per passare all’Eurovillage. Solo che sono entrato diretto col monopattino e ho scoperto che non si può. Mi ha visto la polizia e mi volevano fermare. Ma è bellissimo l’Eurovillage, secondo me dovrebbero fare lì l’Eurovision!».

Nessuna pressione, quindi.
«Non sentiamo la pressione, in verità. Siamo qui per divertirci. Mi piace la sintonia che si crea tra noi sul palco. E devo dire che si vede soprattutto quando cantiamo vicini. Sul ritornello, poi, ci scappa sempre un sorriso. Nasce tutto sul palco. Quando la proviamo in hotel non ci crediamo veramente. Sul palco ci crediamo di più».

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