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18. 06. 2021 10:14

Mambolosco racconta il suo “Demone”: «Ognuno ha il suo fardello»

Parola di Mambolosco, che si racconta in occasione dell'uscita di Demone, una riflessione a voce alta sui risvolti negativi del successo

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Racconta una parte inedita di se stesso Mambolosco, lo fa con la sua solita penna diretta e onesta. Demone sviscera la faccia nascosta della medaglia, quella che spesso non mostriamo, ma che ci percuote e ci attanaglia.

Sbaglio o questa volta hai voluto mostrare una parte di te più fragile e vulnerabile?
«Mettiamola pure così. Di solito faccio pezzi molto più da festa, mentre questa volta mi sono lasciato andare alle sensazioni ispirate dal lockdown. Parlo di me e dei pensieri ricorrenti che mi passano per la testa, tra cui la paura del futuro».

Il demone di cui parli non è altro che la parte oscura del successo, quali sono gli aspetti negativi della fama?
«Più che altro la pressione, che mi porta a volte a pensare di non riuscire a realizzare un prodotto all’altezza. Senza volersi nascondere dietro a un dito, penso che tutti gli artisti abbiano a che fare con questo tipo di turbamenti, ognuno ha il suo fardello».

Hai più volte definito Vicenza la nuova Atlanta. Quali sono i punti di contatto con la scena rap milanese e quali quelli di rottura?
«Sono due scene molto diverse, anche perché a Milano ci sono artisti che provengono da altre zone, che appena vedono uno spiraglio prendono e partono per quella che possiamo considerare la terra promessa dalla musica. Questo io non l’ho fatto, non mi sono voluto snaturare, perchè sono cresciuto in un determinato contesto e mi sento di volerlo rappresentare».

Cosa dobbiamo aspettarci dalle tue prossime produzioni?
«Il solito Losco. Certo, questo è un pezzo un pochino più introspettivo, ma non mi darò di certo al cantautorato (ride, ndr): resterò sempre fedele a ciò che sono. Per il futuro aspettatevi tante belle hit».

Cosa ti rende orgoglioso di Demone?
«Il fatto che in Italia sono l’unico che può fare un pezzo del genere. Poi sarà il pubblico a decidere se è un brano che vale la pena ascoltare o meno, ma io mi sento fiero di questo lavoro».

 

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