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18. 05. 2021 22:11

Marco Guazzone : «Torniamo ad accettarci per quello che siamo»

È l'invito di Ti vedo attraverso, la nuova riflessione musicale di Marco Guazzone

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Qual è la genesi di questo brano?
«La scrittura di una canzone per me è sempre un processo catartico in cui devo tirare fuori un determinato stato emotivo e cristallizzarlo in una fotografia sonora, che posso riguardare ogni volta che ne ho bisogno. Ho capito che era il momento di esorcizzare la paura di questo anno difficile, trasformando i pensieri negativi in parole sul mio taccuino».

Che tipo di esperienza è stata provare a guardarsi da fuori?
«Necessaria, perché ad un certo punto ho avuto l’urgenza di staccarmi da me per cambiare prospettiva e guardarmi da un altro punto di vista. È il mio riflesso che mi ricorda chi sono, quando io sono troppo stanco per farlo».

In un mondo influenzato dai social, in cui ci si riflette spesso in uno schermo o in un monitor, cimentarsi in questo tipo di analisi è un esercizio che consigli?
«Lo schermo del nostro cellulare è diventato il nostro nuovo specchio, ma la realtà che rilette è distorta. I social network mostrano solo la versione migliore di noi, illudendoci che non esista un nostro lato debole o, peggio, che sia sbagliato mostrarlo. Credo invece sia molto importante imparare di nuovo a guardarci con i nostri occhi, accettarci per quello che siamo».

Se dovessimo definire Ti vedo attraverso con uno stato d’animo, quale sceglieresti?
«Se esiste lo stato d’animo del “salto nel vuoto”, è senz’altro quello. La sensazione alla pancia che ti prende quando stai per tuffarti da uno scoglio altissimo, con la paura che ti attanaglia e allo stesso tempo ti elettrizza»

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