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27. 10. 2020 04:19

Debutto d’eccezione per il tour manager Massimo Bigi: «Artisti, abbiate più coraggio»

Massimo Bigi: «A sessant’anni sono pronto a rischiare, come alla roulette»

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Esce domani Bestemmio e prego, l’album d’esordio di Massimo Bigi (per tutti ilBigi), già anticipato dal singolo Come se fosse facile, un sorprendente featuring con l’amico e collega Enrico Ruggeri, di cui è stato direttore di produzione nell’anno della vittoria al Festival di Sanremo con Mistero e poi tour manager, affiancandosi per quasi quattro decenni al settore musicale senza mai esserne protagonista sul palco. Fino ad oggi.

Debutto d’eccezione per il tour manager Massimo Bigi

Nella scelta di emergere ora, c’è più rivalsa o coraggio?

«Vivo questo mio debutto a sessant’anni con il sapore di un momento sereno, senza grandi aspettative, come andare al casinò con venti euro in tasca e la consapevolezza che alla roulette puoi perderli tutti o vincerne cento».

 

Il suo “dietro le quinte” dimostra che non c’è età per iniziare a fare musica. Cosa vorrebbe dire a tutti i professionisti del settore attualmente in difficoltà?

«La crisi attuale credo sia dovuta alle medesime contingenze che gravano sul sociale. Un Paese avvolto da una crisi culturale è senz’altro un Paese che non sogna: la sua colonna sonora ne sarà inevitabilmente la conseguenza. Da parte degli artisti ci vorrebbe più coraggio, guardarsi meglio dentro e magari perdere di vista quel mercato che non c’è».

 

C’è un pizzico di Milano nella sua storia?

«Vivo in campagna, Milano per me è la piacevolezza di evadere in senso inverso, è l’immagine del “Funambolo” scritta da Enrico Ruggeri, un camminare sul filo sopra i pensieri della gente. Ho avuto la fortuna di vivere questa città da una prospettiva non abituale, quella della musica e non dell’operaio o dell’impiegato. Milano mi manca e questa, a suo modo, è una fortuna».

In breve

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