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25. 01. 2022 18:53

Milano, Il Teatro Nazionale CheBanca! rialza il sipario con Pretty Woman – Il musical

La commedia romantica per eccellenza "Pretty Woman" debutta in un'inedita versione a teatro: uno spettacolo assolutamente da non perdere

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A partire da stasera, martedì 28 settembre, il musical torna protagonista al Teatro Nazionale CheBanca!: dopo mesi di chiusura forzata causa pandemia, Pretty Woman – Il musical è pronto a debuttare sotto la firma di Stage Entertainment per rimanere in scena fino all’8 gennaio 2022 (biglietti acquistabili a partire da 29,90 euro su ticketone.it).

Dal grande schermo al teatro: ecco Pretty Woman

Lo spettacolo è un fedele adattamento teatrale dell’iconica commedia romantica cinematografica di Garry Marshall con protagonisti Richard Gere e Julia Roberts, qui interpretati da Thomas Santu e Beatrice Baldaccini, già protagonisti della scena rispettivamente teatrale (L’uomo perfetto, Spamalot – Il musical, Ricette d’amore, Ghost – Il musical) e televisiva (Voci Sole, Stracult, Furore, Colorado, Le principesse, All Together Now e Before Pintus).

Non è solo un riadattamento, Pretty Woman – Il musical non intende affatto deludere le attese di chi conosce a memoria ogni singola battuta della celebre pellicola del 1990, anzi, vuole sorprendere il pubblico con una messa in scena ambiziosa, divertente e glamour, in cui sognare è l’ingrediente principale di questa “favola” moderna di Edward e Vivian. Non a caso l’hashtag ufficiale dello spettacolo è #vogliolafavola.

Una regia che è una garanzia

Il musical, nella sua versione originale scritta da Garry Marshall e Jonathan F. Lawton – regista e sceneggiatore anche della pellicola cinematografica -, ha debuttato nell’agosto del 2018 a Broadway riscuotendo, sin da subito, il tutto esaurito.

Sospeso a causa della pandemia, è tornato in scena a partire da luglio di quest’anno, dove sosterà fino ad aprile 2022. La regia italiana dello spettacolo (tutta al femminile) vede all’opera l’olandese Carline Brouwer e Chiara Noschese, una garanzia del musical italiano e direttrice artistica, dal 2018, della Musical Academy Milano presso il Teatro Nazionale.

Insieme alle coreografie di Denise Holland Bethke, alla supervisione musicale di Simone Manfredini e alla direzione musicale di Andrea Calandrini, il cast è completato da Cristian Ruiz nel ruolo di Mr.Thompson (e non solo), Martina Ciabatti Mennel nei panni di Kit De Luca e Gabriele Foschi in quelli di Philip Stuckey.

Tra i brani in scaletta – tutti provenienti dagli anni Ottanta e Novanta – anche il successo mondiale del 1964 Oh, Pretty Woman di Roy Orbison, insieme al mix di canzoni pop-rock scritte da Bryan Adams e il co-autore Jim Vallance, tutte eseguite rigorosamente dal vivo dall’orchestra presente nei suoi sei elementi.

«Ognuno troverà la sua favola»
I protagonisti Thomas Santu e Beatrice Baldaccini si raccontano

pretty woman

Come avete costruito i vostri ruoli?
Thomas Santu
: «Con un lavoro sul dettaglio riguardo le intenzioni del personaggio. Provenire dal mondo della prosa mi ha aiutato a sentirmi a mio agio nel lavoro meticoloso che Carline Brouwer e Chiara Noschese hanno costruito attorno a noi. Mi sono affidato a loro in maniera totale».
Beatrice Baldaccini: «Dopo dieci anni di gavetta come cantante di band – che tutt’ora mando avanti – e performer corono il mio sogno di approdare nel mondo del teatro nell’iconico ruolo di Vivian: lo studio è stato tanto in questi mesi e spero possa piacere al pubblico».

Quante volte hai visto la pellicola di Marshall?
T: «Due. L’ho vista per la prima volta per studiare il personaggio in realtà. Non lo considero uno svantaggio perché così non mi sento influenzato dalla sua popolarità».
B: «Non così tante, forse cinque. La commedia romantica non è il mio genere cinematografico preferito ma ho sempre amato Vivian».

Lo spettacolo vanta la scrittura della coppia originale Marshall-Lawton. Sotto quale aspetto c’è più somiglianza con il film?
T
: «Nella storia. Il pubblico non rimarrà deluso, la trama è fedelmente riproposta nelle sue sfaccettature con tutti gli adattamenti teatrali richiesti per metterlo in scena».
B: «Nella sottile vena comica che il film cela e sarà una sorpresa».

Tre caratteristiche di Edward/Vivian che non mancheranno.
T: «Egoista, anche se solo inizialmente, diffidente e romantico».
B: «Divertente, forte e senza paura, la cosa che probabilmente mi piace di più di lei»

In cosa saranno diversi dagli originali?
T: «Per raccontare Edward Richard Gere ha giocato sul magnetismo dello sguardo, per noi teatranti è diverso perché parliamo al pubblico con il linguaggio del corpo. In questo aspetto sarà diverso, perché si noterà un Edward più distaccato nei confronti di Vivian, colpito da lei, ma non da subito».
B: «Sarò allo stesso tempo simile e diversa rispetto all’interpretazione di Julia Roberts: verrà ampiamente rispettato ciò che l’ha resa ormai un cult per tutti, ma la mia Vivian avrà di Beatrice quella spavalderia nel fare scelte dettate dal cuore maturata soprattutto negli ultimi anni».

Due mondi opposti che trovano una strada comune senza pregiudizi. Questo è il segreto della loro modernità?
T
: «Abbattono tutte le barriere sociali, sono ruoli senza età e senza tempo. Da uomo cinico del primo atto, Edward si ritrova repentinamente innamorato di una donna così lontana dal suo mondo nel secondo e questo passaggio lo abbiamo fortemente estremizzato tra i due atti».
B: «Nonostante siano così opposti, ognuno impara qualcosa dall’altro. In due ore di spettacolo il pubblico scoprirà Vivian nel suo percorso da ragazza a donna, nel suo prendere in mano la vita scavalcando tutti i disagi di un contesto sociale inferiore, e lo farà portando con sé Edward, anche lui coinvolto in un radicale cambiamento interiore».

Ogni replica televisiva in prima serata è un successo. Perché, secondo voi, è così amato Pretty Woman?
T: «Il pubblico si riconosce nella storia. Tutti vogliono vivere “la favola”, che non incarna necessariamente i tratti del principe azzurro a cavallo. È il messaggio empatico di Vivian, quello dell’amore sincero e romantico, a far leva»
B: «Tutti i personaggi sono talmente reali che è impossibile non ritrovarsi in ognuno di loro, la verità è il segreto di questa storia».

Qualche spoiler?
T: «A farci compagnia ci sarà Happy Man, un deus ex machina che guiderà la narrazione come voce fuoricampo e il pubblico lo amerà».
B: «Ci sarà anche l’immancabile scena de “La Traviata” di Verdi, nella quale indosserò un meraviglioso abito rosso molto simile all’originale».

“La favola” esiste ancora?
T: «In realtà non ho ancora trovato la mia, però ci conto. Nei panni di Edward Richard Gere aveva 40 anni, ne ho qualcuno in meno, ma non smetto di crederci».
B: «Sono cresciuta con l’idea della favola, essendo nata lo stesso anno dell’uscita del film. Non bisogna essere troppo cinici, ognuno di noi troverà, prima o poi, la propria strada».

 

 

 

 

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