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22. 10. 2021 04:56

Morrison, il nuovo film di Federico Zampaglione: «Le sicurezze sono fatte molto spesso per crollare»

C’è tanto di lui e di noi dentro Morrison, il nuovo film di Federico Zampaglione

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Federico Zampaglione, la musica e il cinema: due grandi amori che spesso si incontrano, come nel suo ultimo film Morrison, da giovedì scorso in sala, che vede i protagonisti Libero Ferri e Lodo raccontare due spaccati della società moderna.

Federico Zampaglione dietro la cinepresa

Il film nasce dall’incontro di un ventenne con un musicista finito un po’ in disgrazia. Quanto pesa la musica in Morrison?
«Partiamo dal presupposto che per me la musica è una sorta di parallelismo con la vita».

Qualche esempio?
«Chi non ama la musica potrebbe pensare di non essere interessato a vedere questo film. In realtà in Morrison la musica è un tramite per coinvolgere elementi che appartengono di più alla vita, come ad esempio il concetto di scontro con la realtà. Qualcosa con cui ci raffrontiamo tutti i giorni e in tutti i settori».

Legata anche alla rincorsa al successo, no?
«Certo. Magari vorremmo raggiungere dei risultati, vedere le nostre cose amate da tutti indipendentemente da quello che sono. Ma non è così semplice: devi saper accettare anche i fallimenti, devi saper imparare dalle sconfitte per raddrizzare il tuo percorso e carpire cos’è che di te realmente non funziona».

federico zampaglione
Federico Zampaglione

Fin qui Libero Ferri, mentre il giovane Lodo?
«È il frontman ventenne di una band da cui tutti si aspetterebbero una certa irruenza, la capacità di stare sul palco attirando il massimo dell’attenzione. Invece Lodo è un timido, un ragazzo che ha paura di stare lì: si sente inadeguato, schiacciato da questa responsabilità. E allora ci soffre e non riesce a capire come unire le due cose: il suo sogno e la sua natura».

C’è stato un periodo in cui ti sei sentito come Libero Ferri?
«Penso tutti gli artisti abbiano passato un momento di grande confusione. Tu magari fai una serie di pezzi di successo e pensi di aver trovato la formula magica: il problema è che la musica, come la vita, non funziona in maniera così semplice Per un po’ credi di aver trovato la formula magica per vincere, ma nel momento in cui meno te lo aspetti la tua bacchetta magica si rompe e torni di nuovo in trincea, disarmato, senza sapere più che cos’è che non è andato. E chiedendoti perché ad un certo punto sia cambiato tutto».

Come se ne esce?
«Sai, le sicurezze sono fatte molto spesso per crollare. Già vent’anni fa, ne La descrizione di un attimo, dicevo: “E crolla la fortezza del mio debole per te”. Questo pezzo fa crollare quel che sembrava inattaccabile, in un attimo. In questo senso la musica diventa metafora della vita, perché non c’è mai quel momento in cui puoi dire di sentirti realmente al sicuro, di aver risolto tutti i problemi, di non avere più nessuna fragilità. In quel momento lì arriva il colpo che ti mette in ginocchio. E comincia un’altra storia».

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