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07. 05. 2021 12:44

Mr. Rain torna con Petrichor: «Il mio profumo di libertà»

Con Petrichor, Mr. Rain ha intrapreso un viaggio alla scoperta di se stesso: «Scopro nuovi lati con cui sto imparando a convivere»

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Fiori di Chernobyl è stata una delle canzoni più ascoltate durante il primo lockdown. Sulla stessa scia emotiva Mattia Balardi, alias Mr. Rain, torna con Petrichor. Un disco «per me terapeutico e costruttivo».

Parafrasando il titolo dell’album, che profumo ha per te questa pioggia?
«Ha un profumo di libertà, di tranquillità. Ho intrapreso questo viaggio alla scoperta di me stesso, mi sono imbattuto in lati diversi del mio carattere con cui sto imparando a convivere».

Pensi che possa ricoprire la stessa funzione anche in chi lo ascolterà?
«Il complimento più bello ricevuto dalle persone che mi seguono è che le mie canzoni sembrano scritte apposta per loro. Questo mi sorprende, perché nei miei testi racconto quello che vivo, non mi nascondo dietro maschere o stereotipi».

Come, invece, possiamo dire accada con i cliché tipici della nuova scena rap.
«Onestamente quel tipo di narrazione non mi lascia niente. Faccio fatica ad ascoltare canzoni che non abbiano al loro interno almeno un piccolo messaggio. Sarà deformazione professionale, ma non riesco a trovarci nulla di interessante. Ho bisogno che la musica mi comunichi qualcosa».

Quanto ti sta pesando l’astinenza dai live?
«Mi mancano tantissimo, anche da spettatore. Un’esperienza che non considero replicabile attraverso lo streaming».

Saresti disposto anche a ridimensionarti, pur di tornare sul palco?
«Assolutamente sì, sono favorevole a soluzioni con capienze ridotte. Qualsiasi cosa pur di ricominciare a pensare a qualche piccolo evento. Lo dico per il benessere comune, la musica dal vivo aiuterebbe a risollevare il morale di molti».

Vivi a Brescia, altra provincia lombarda duramente colpita dalla pandemia. Che tipo di cambiamento noti nella realtà che ti circonda?
«A dire il vero, nella maggior parte delle persone non lo noto. Per quanto mi riguarda, ho imparato molto da questa situazione, specie quando la mia città era completamente deserta e sembrava davvero di vivere in un film. Spesso diamo priorità alle cose futili, sacrificando ciò che conta realmente. Da questa bolla negativa dovremmo imparare a renderci conto di quello che abbiamo».

 

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