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28. 09. 2021 09:19

Omar Pedrini omaggia John Lennon: «Ne sono follemente innamorato»

Omar Pedrini è uno dei 20 artisti che prenderà parte al live del Fabrique per celebrare gli 80 anni di John Lennon: l'intervista

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Omar Pedrini è uno dei venti artisti che lunedì si esibirà sul palco del Fabrique per omaggiare John Lennon. L’ex leader dei Timoria si definisce «follemente innamorato» di Lennon, una delle figure che da adolescente lo hanno spinto a fare questo mestiere. Inoltre, prima del secondo lockdown, insieme alla cantante Andrea Mirò e al giornalista Ezio Guaitamacchi, stava portando in giro uno spettacolo di teatro-canzone intitolato La ballata di John & Yoko.

Che effetto ti fa l’idea di tornare a suonare dal vivo, ma senza pubblico?

«Dopo le proteste contro la chiusura dei luoghi dello spettacolo alle quali ho partecipato nelle scorse settimane, sono felice di fare qualcosa di concreto, di suonare a titolo gratuito per permettere, con i biglietti venduti, di sostenere i lavoratori di questo settore. John Lennon è un’icona perfetta, perché ha sempre dimostrato una grande sensibilità verso la classe lavoratrice. A differenza delle istituzioni nazionali, il Comune di Milano ci è stato sempre vicino e la Milano Music Week ne è la dimostrazione. Sarà come partecipare a un concerto vero, anche se il pubblico dovremo solo immaginarcelo online».

Come si svolgerà?

«Ogni artista suonerà per conto suo un paio di brani di Lennon. Io canterò due tra i miei preferiti: Mother e Instant Karma. Farà un certo effetto rivedere vecchi amici musicisti e non poterli abbracciare: per me, che sono un passionale, sarà una tortura! Con le mie tre operazioni al cuore alle spalle faccio parte delle categorie a rischio, ma non voglio chiudermi in casa con la paura: ecco perché sono così felice di partecipare, anche se dovrò stare molto attento. Proprio al Fabrique si è tenuta un anno fa l’ultima data del concerto tributo ai 25 anni dell’album dei Timoria Viaggio senza vento, dal quale è stato tratto il disco live uscito da poco per Universal».

Una strana coincidenza…

«Fu una serata davvero emozionante, che per fortuna è stata cristallizzata nel disco, con ospiti speciali come Eugenio Finardi, Mauro Pagani e il rapper Ensi. Da quel giorno di dicembre non ho fatto più concerti e ora che torno su quel palco l’idea di non vedere davanti a me la distesa di teste a cui ero abituato mi fa un certo effetto. Sarà un po’ straniante, ma proprio per questo dobbiamo essere coraggiosi e mettercela tutta».

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