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04. 08. 2021 18:48

Quattro domande a “Ciao sono Vale”: «Con Alt racconto le mie emozioni a ruota libera»

A tu per tu con Ciao sono Vale

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A cosa si deve la scelta del titolo?
«Alt ha due significati. Il primo è: fermati, respira, ragiona sulle cose, cerca di metterci la testa e il cuore in determinate situazioni. Il secondo, invece, si riconduce all’abbreviazione di alternative, ovvero il genere in cui mi identifico di più».

Un lavoro anticipato dai singoli Kill Bill, Xanax e Tutto ciò che vuoi. Sei contenta della risposta del pubblico per questi primi tre estratti?
«Assolutamente sì. A cominciare da Xanax, la più introspettiva del mio repertorio. In generale sono contenta dei risultati ottenuti: aver vinto Musicultura con Tutto ciò che vuoi è stato un qualcosa di davvero importante per me, mentre Kill Bill è il pezzo che mi ha avvicinato alle radio nazionali. Insomma, tre brani che hanno rappresentato molto in questo periodo complicato».

Cosa c’è di simile e, al contrario, di diverso rispetto a SOS?
«In comune c’è la direzione, cosa voglio fare e dove voglio andare, raccontando tutte le mie emozioni a ruota libera, senza filtri e con molta coerenza perché sono riuscita a mantenere la mia autenticità a livello di scrittura. Più che differenze, invece, noto un passo successivo: abbiamo lavorato a brani di diverso genere e il risultato è sicuramente evolutivo».

Quello che ti rende più orgogliosa di Alt?
«Sono orgogliosa di essere riuscita a togliere il freno a mano, andando dritta come un treno e portando avanti i miei ideali, senza identificarmi per forza in un solo genere. È un disco che mi ha accompagnato in questo ultimo anno e mezzo: tutte le canzoni nascondono significati per me veramente importanti, soprattutto perché hanno segnato in maniera indelebile diversi momenti della mia vita».

 

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