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19. 07. 2024 07:43

The Pozzolis Family sbarcano al Nazionale: «La nostra pazza, pazza fuga»

Il duo comico del momento si prepara alla grande serata di sabato al Teatro Nazionale per uno show formato famiglia

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Con uno spettacolo tutto nuovo che unisce musica e stand up, La grande fuga segna il ritorno in scena di Gianmarco Pozzoli e Alice Mangione, in arte The Pozzolis Family. I due supergenitori sono protagonisti di un nuovo progetto teatrale che li vede confermarsi come idoli di grandi e piccoli, in un nuovo racconto di un vissuto quotidiano condiviso insieme ai figli Olivia e Giosuè. Web, libri, teatro: un trittico che li ha resi oggi una delle famiglie più seguite sui social.

The Pozzolis Family sbarcano al Teatro Nazionale

Tornate in scena con La grande fuga. Da cosa?

Gianmarco: «Tutto nasce da un misunderstanding. In scenografia avremo con noi una riproduzione gigante – di sei metri – di una vagina, che ci aiuterà a risolvere dei rebus interrogativi, ovvero verso quale fuga/f*ga ci stiamo direzionando».

Alice: «Ci siamo focalizzati su quello da cui tutti vogliono scappare e non hanno il coraggio di ammettere. Ognuno può vederci quello che vuole in questa fuga. Si tratta di uno spettacolo molto più personale rispetto ai precedenti, non parliamo solo di bambini e famiglia, i nostri interrogativi esplorano panoramiche più ampie e profonde».

Perché questa svolta?

G: «Può rappresentare uno step in più della nostra comicità. Useremo parte delle scenografia dello spettacolo scorso – bloccato a causa della pandemia – e su quello porremo le basi su un gioco del doppio senso, una scappatoia sul significato di quello che ci fa sentire spesso inadeguati e lontani dalla realtà».

A: «Con una pandemia di mezzo ci sentiamo cambiati. Anche per questo abbiamo deciso di scrivere uno spettacolo nuovo e non riprendere in mano quello precedente, andato in scena solo per dieci date prima dello stop».

the pozzolis family

Siete molto seguiti per come rendete attuale – ed immedesimante – il tema della famiglia. Come lo rendete possibile?

G: «Risulta naturale perché è la vita di tutti i giorni. Il ruolo del comico è proprio questo. Far capire a chi ci segue che i loro problemi, dubbi ed ansie sono quelli di tutti. Il segreto è farlo con il sorriso e un filo di pazzia».

A: «Per trattarne in maniera qualificata ci siamo fatti aiutare da professionisti dell’argomento, poi l’ironia l’abbiamo messa noi. Il canale di vicinanza e sincerità con il pubblico – anche su temi scomodi, da noi apparentemente lontani – ci permette di aprirci anche alla sensibilizzazione su temi di prevenzione e buone norme di soccorso in famiglia, tante cose utili, difficili da trovare in teatro».

Che tipo di generazione di genitori c’è, oggi?

A: «Quella del contrappasso. Abbiamo fatto tesoro di tutti i soldi investiti negli anni in sedute dallo psicologo, ma anche di tutto quello che abbiamo ricevuto in precedenza da nonni e genitori, ed abbiamo capito che si può fare di meglio. Ci stiamo provando ad essere genitori evoluti, ma il risultato stenta a delinearsi per tutte le insidie che ci circondano. Bisogna ammettere che è complicato».

Soprattutto per una mamma lavoratrice?

A: «Per il sistema società sarebbe ben più comodo se noi mamme rimanessimo a casa, essendo vittime di tutti gli stigmi pregressi che facciamo ancora fatica a toglierci dalle spalle. Proprio su questo dedico un lungo stand up nello spettacolo: i pro e i contro dell’essere donna (e mamma) oggi. Durante la didattica a distanza, a conferma di ciò, è successo qualcosa che mi ha fatto riflettere».

Ovvero?

A: «Una mattina ero in call per lavoro ed avevo vicino a me Giosuè, mio figlio di sei anni alla prima elementare, collegato al pc intento a seguire la lezione. Ad un tratto sento la maestra collegata chiamarmi con l’intenzione di sgridarmi perché, evidentemente, si sentiva la mia voce, anche se a volume basso. Mi sono sentita mortificata davanti a tutti i bambini che mi guardavano, mentre la maestra continuava a ripetermi che i bambini non andrebbero lasciati soli – o meglio “smollati” – davanti al computer. Ad un papà non lo avrebbe mai detto».

È proprio così?

A: «Lo credo purtroppo. Ai papà che lavorano viene giustificato tutto, alle mamme no. Anche di questo parliamo, a nostro modo, nello spettacolo».

A seconda del tema trattato cambia anche il vostro linguaggio comico?

G: «Le imperfezioni hanno sempre trovato terreno fertile nel campo della comicità, incline sempre al fascino della particolarità rispetto alla banalità. Bisogna stare solo attenti a come rendere umano e condivisibile il viaggio surreale sulle pratiche umane, e questo è possibile solo attraverso una meticolosa e ben curata lente di ingrandimento sociale».

A: «Difatti, la cosa più interessante per un comico è che il nostro campo ha il dovere morale di mettere in luce vizi e virtù del genere umano. In questo momento storico, poi, la comicità ricopre il ruolo chiave che mette una regola su cosa può far ridere o no, ad esempio sulla disabilità o sulla razza non lo si può fare, è un dovere morale capirlo. La società ha bisogno anche del comico per plasmarsi».

E Milano?

G: «Siamo da dieci anni in viale Certosa, una esplosione di multietnicità e colore che ci permette quotidianamente di conoscere una città meno patinata e lontana dalle vetrine. Questi tipi di quartieri sono fonte costante di ispirazione».

A: «L’ho sempre vista come la città delle grandi opportunità. Dopo varie esperienze a Varese e Como, ho deciso di fare tappa a Milano ed è stato impossibile non innamorarmi. Ricordo la mia prima casa in viale Monza, sopra lo storico Zelig – qui, al mio primo battesimo, ho capito cosa avrei voluto fare nella vita – ma ho anche abitato in Bande Nere, Moscova, Navigli, tutte case vissute da single, fino a Certosa, in cui ho trovato la vita di coppia con Gianmarco».

Cosa vi ha accomunato?

G: «La creatività e la voglia di divertirsi. Io, milanese, e lei, bergamasca: ci siamo capiti subito. Il nostro continuo metterci in gioco con i piedi ben saldi a terra ci ha permesso di affrontare anche il lockdown al meglio, con la leggerezza giusta, insieme ai nostri figli».

A: «Confermo. Senza di loro avremmo vissuto un imbruttimento evidente. Svegliarsi con loro la mattina ed affrontare le mille attività della giornata ci ha tenuti sempre lucidi. Questo perenne combattimento, alla fine, ci ha salvato».

La parentesi televisiva su Amazon Prime Video con LOL 2 – Chi ride è fuori ha ampliato il vostro successo popolare. Si tratta di una prima esperienza, di tante, sul piccolo schermo?

A: «Amo il mondo della televisione, lo trovo un modo semplice e rapido di mostrare le proprie arti a più pubblico possibile, ma soprattutto una via più facile per traghettare le persone in teatro. Se piaci in televisione, la curiosità di vederti performare dal vivo viene da sé. Magari un giorno troveremo altro spazio, ma se dovessi scegliere tra teatro e tv sarei in difficoltà: se il primo è un matrimonio, l’altro sarà l’amante».

Sabato alle 21.00

Teatro Nazionale CheBanca

Via Giordano Rota, 1

Biglietti: da 34,50 a 46 euro su ticketone.it

The Pozzolis Family: chi sono

the pozzolis familyGianmarco Pozzoli

Comico, autore, illustratore e fumettista, inizia la sua carriera negli anni ’90, protagonista dei principali programmi comici italiani: Scatafascio, Convention, Scorie, Paperissima Sprint, Colorado, Zelig. Oltre alla carriera da comico, ne ha portata avanti anche una da attore teatrale e cinematografico, esordendo con il film della Gialappa’s Band Tutti gli uomini del deficiente. Successivamente ha recitato in Benvenuti al Nord e Mi rifaccio vivo. Dal 2011 è Huber nella fiction Un Passo dal Cielo su Rai1. Dal 2016, con la moglie Alice Mangione ha dato vita al progetto The Pozzolis Family.

Alice Mangione

Debutta giovanissima al fianco di Maccio Capatonda in Mai Dire Martedì su Italia1. Ha esordito al cinema in Oggi sposi. Ha poi recitato in Un fidanzato per mia moglie, è approdata al mondo del web interpretando con successo Alyce Make Up, personaggio che porterà a La Prova dell’Otto di Caterina Guzzanti. Successivamente entra nel cast di Glob – Diversamente Italiani di Enrico Bertolino ed è la presentatrice di Quelli degli anni ’80 su DeejayTV. Dal 2016, con il marito Gianmarco Pozzoli, ha dato vita al progetto The Pozzolis Family.

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