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01. 12. 2022 08:55

«Sì, Il mondo è nostro», Tiziano Ferro è protagonista dell’anteprima della MMW

Tredici tracce inedite del nuovo album Il mondo è nostro, per il ritorno in scena del cantautore romano, tra le prossime tappe c’è San Siro…

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Si chiama Il mondo è nostro (Virgin Records/Universal Music Italia) l’ottavo disco di inediti di Tiziano Ferro, protagonista assoluto dell’anteprima della MMW sul palco del Teatro Manzoni, giovedì 17 novembre alle 16.00. Il disco racconta un nuovo capitolo della vita dell’artista, ponte tra un passato contorto ed un futuro promettente, complice anche San Siro.

Tiziano Ferro: protagonista dell’anteprima della MMW con l’album Il mondo è nostro

Quale mood segna il tuo ritorno?
«Dopo quello che è successo in questi anni è sempre più difficile trovare qualcosa di intelligente, o di giusto, da dire. Non è stato facile riaprire quella porta oggi, dopo questo periodo complesso, ma il disco non lo è in realtà. Anzi, mi sono divertito a farlo».

«Siamo figli di quest’anno che vieta, mentre la città riprende vita»: così racconti il 2020.
«Il mondo è nostro, titolo scelto fortemente anche per l’album, è un brano che fotografa i miei ultimi anni e tutto ciò che ha reso l’uomo che sono, nel bene e nel male. Durante i mesi di pandemia mi sono reso conto dell’obbligo morale di fare qualcosa, da artista. Se il mondo crolla, l’artista deve incitare, troppo spesso ci perdiamo davanti ai disagi degli errori, degli sbagli. Vorrei che se ne parlasse di più e non in maniera generica».

Di disagio ne parli anche nella quarta traccia.
«Addio mio amore rispecchia quella mia tendenza a scrivere testi malinconici su beat più veloci. Ѐ una canzone elettro anni Ottanta, composta in un quarto d’ora. I momenti di sconforto più grandi si tendono a trascorrerli ascoltando la musica che più ti piace: qui è come se avessi impresso la colonna sonora di quei momenti tristi, in cui la depressione diventa un’abile nemica. Qui le dico addio».

Su tredici canzoni inedite, ben cinque sono collaborazioni.
«Ho sempre amato essere trasversale, anche nelle collaborazioni. In realtà ho notato che nella discografia italiana se ne vedono poche in giro, soprattutto tra cantautori italiani. Probabilmente non è usanza, mentre all’estero non è così. Al contrario, i più giovani hanno sdoganato questa cosa, dato che la discografia emergente è composta, nella maggior parte, da featuring e collaborazioni. Ed è giusto così».

Come mai, tra queste, hai scelto Ambra?
«Sono un fan degli anni Novanta. Non è stato facile convincerla, tanto che il duetto è stato registrato in due giorni, prima che lei potesse cambiare idea. Sarò probabilmente ricordato come colui che ha riportato Ambra nella discografia italiana (ride, ndr). Se mi avessero detto, nel 1994, che avrei duettato con lei mentre attaccavo la sua figurina nell’album di Non è la Rai, non ci avrei mai creduto».

E Sting?
«Lui mi ha benedetto con la sua presenza nel disco. Difatti, scegliere di inserire nella tracklist la dicitura ‘Sting con Tiziano Ferro’ e non il contrario ha un significato preciso. Esiste una gerarchia e la rispetto come tale».

Quale traguardo ti manca ancora?
«In realtà tanti, non saprei da dove cominciare. Penso che l’idea di vivere sul ciglio del burrone faccia parte del mio mestiere di artista. Se ti metti comodo è finita».

Essere artista comporta, quindi, il vivere in questo status perenne?
«Gli americani usano dire che tu sei bravo quanto il tuo prossimo lavoro, quindi tendono ad azzerare quello che hai fatto prima. La cosa che mi terrorizza di più del mio ruolo è, infatti, sedermi sugli allori, sulle soddisfazioni, mi creerebbe un senso di noia tale da corrodermi dentro».

Perché?
«Ritengo che sia un privilegio, al contrario, avere un foglio bianco da scrivere, sapendo che ci sarà sempre qualcuno disposto a leggerlo. Avere questa fiducia da parte del pubblico è un grande sintomo di libertà espressiva e di stimolo».

Quella fiducia del pubblico arriva anche da chi ha tenuto il biglietto per gli stadi?
«Sapere che c’erano persone che custodivano gelosamente quei biglietti dal 2019, è stata, sotto vari punti di vista, una bella sveglia».

Da cosa?
«Pensare alle tre sere di San Siro mi ha risvegliato dal ruolo che i social avevano assunto nella mia vita. Sebbene siano importanti perché veicolano messaggi veloci ed immediati, nascondono, però, tanta polvere. Non vengono soppesati bene».

Ovvero?
«Essere follower non è necessariamente firmare un atto di fede, è semplicemente legato ad un click. Questo può confondere, e farsi sentire inadeguati dinanzi a regole che non conosci. Non critico questo mondo, anzi mi piace, però sembra sostituirsi a tutto. Ad una performance live non può farlo, ad esempio».

È un tema che affronti ne Il paradiso dei bugiardi.
«Rappresenta una risposta alle mie paure quando recito “Non mi trovo pregi neanche a cercarli… starei a disquisirne per ore ma ho tre sere a San Siro”. Chi ha mantenuto validi quei biglietti senza chiedere il rimborso rappresenta, per me, il vero atto di fede».

È questo l’antidoto?
«Invece di rivolgere quel minuto a chi vuole distruggerti, nel tentativo di correggerlo, bisognerebbe dedicare tempo a chi invece ti ha scritto qualcosa di bello. Quel tempo varrà sicuramente qualcosa in più».

 

A SAN SIRO

15 giugno 2023
Biglietti validi: 5 giugno 2020 / 15 giugno 2021

17 giugno 2023
Biglietti validi: 6 giugno 2020 / 18 giugno 2021

18 giugno 2023
Biglietti validi: 8 giugno 2020 / 19 giugno 2021

 

LA TRACKLIST

01 Il Paradiso Dei Bugiardi

02 Il Mondo È Nostro

03 La Vita Splendida

04 Addio Mio Amore

05 La Prima Festa Del Papà

06 r()t()nda con thasup

07 Mi Rimani Tu

08 A Parlare Da Zero

09 L’Angelo Degli Altri E Di Se Stesso con Caparezza

10 Ambra/Tiziano con Ambra Angiolini

11 I Miti con Roberto Vecchioni

12 Quando Io Ho Perso Te

13 For Her Love (Sempre Amata) con Sting

In breve

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