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04. 08. 2021 18:53

Umberto Tozzi ritorna sul palco: «Liberazione e adrenalina»

Sono gli effetti del ritorno sul palco per Umberto Tozzi, lunedì sera al Carroponte per un inedito live acustico

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Dopo il lungo stop e uno speciale concerto in diretta streaming da Montecarlo, Umberto Tozzi è tornato sul palco con Songs, un tour in cui il cantautore rilegge i suoi grandi successi in una inedita chiave acustica. E che colorerà il Carroponte di Sesto San Giovanni lunedì prossimo.

Il Carroponte ospita Umberto Tozzi

Abbiamo ancora negli occhi il concerto in streaming da Montecarlo di aprile. Che esperienza è stata?
«Musicalmente sono rimasto colpito da quel live. Da lì è nata l’idea di proporre il tour che portiamo in giro per l’Italia quest’estate».

Che anno e mezzo è stato?
«Onestamente non ho vissuto molto bene l’incubo del Covid. Mi sono emozionato molto durante il ritorno sul palco, quasi non mi sembrava vero. Suonare dal vivo pareva un traguardo così lontano, alla fine è stata una liberazione e una nuova scarica di adrenalina».

Per la prima volta proponi un set totalmente acustico. Un modo per assaporare le tue hit in una maniera ancora più profonda.
«Sicuramente è anche una questione di budget, perché la capienza delle location è limitata. Ho cercato di prendere l’essenziale per proporre uno spettacolo che non fosse solo chitarra e voce. Accanto a me ci sono musicisti che permettono diverse varianti di arrangiamento».

Hai notato un cambiamento da parte del pubblico?
«La prima data di Bellaria è stata molto soft, ma da Nichelino e Vigevano in poi è stato quasi come tornare ai vecchi concerti. La gente si alza in piedi e canta sul posto. Per noi è bellissimo».

Nella scaletta c’è spazio anche per qualche brano che non cantavi da un po’.
«Ho dovuto creare un concerto più intimo, quindi sono andato a riscoprire dei brani che avevo scritto, ma che non avevo quasi mai cantato negli altri tour. Si tratta di canzoni che hanno un impatto diverso rispetto al rock che propongo solitamente».

Lunedì sarai al Carroponte. Hai qualche ricordo legato al pubblico milanese?
«È un pubblico che mi ha sempre accolto in maniera affettuosa, quasi fossi nato lì. È gratificante sentirsi a casa».

La musica italiana sta tornando protagonista anche all’estero. Merito solo dei Maneskin?
«Non conosco così bene il mercato attuale. So che i Maneskin fanno un rock che io facevo quando ero giovane. Sono bravissimi ma, se mi posso permettere, non c’è questa grande novità. Non so se oggi ci sia un’apertura maggiore verso gli artisti italiani all’estero: io ho conquistato quei mercati perché la mia musica era originale come metrica ed era molto più inglese che italiana».

Lunedì 19 luglio alle 21.00
Carroponte
Via Granelli 1, Sesto S. G. (Mi)
Biglietti: da 38 euro su ticketone.it

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