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10. 05. 2021 07:39

L’Islam a Milano: il punto di vista della comunità musulmana sulle prossime comunali

Viaggio tra la comunità musulmana in città a caccia di portavoce al governo della città

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Nel territorio metropolitano di Milano sono 115mila, una comunità di grandi dimensioni e in espansione. Età media bassa, nazionalità prevalenti egiziana e marocchina: questo l’identikit della comunità musulmana in larga parte di confessione sunnita ma con una minoranza sciita. Mi-Tomorrow ha intervistato due rappresentanti per capire quali sono gli umori in vista delle prossime elezioni.

L’antropologa Ismail: «Da Sala solo parole»

Ex esponente del Pd, antropologa e voce storica della comunità somala milanese, Maryan Ismail è oggi critica del centrosinistra e spiega a Mi-Tomorrow come la comunità musulmana si accinge alle elezioni.

Partiamo dal livello d’integrazione dei musulmani a Milano.
«In alcuni casi siamo arrivati alla terza generazione, i primi immigrati hanno figli che a loro volta hanno avuto figli. Oggi la situazione è molto migliorata rispetto ai tempi del centro di viale Jenner anche se rimangono criticità».

Quali?
«Da una parte ci sono tentazioni jihadiste, dall’altra c’è islamofobia anche se Milano è una città aperta».

Il livello d’integrazione è uguale per tutte le nazionalità?
«No, i senegalesi non hanno problemi mentre i maghrebini suscitano allarme o quantomeno disagio».

Vale anche per i più giovani?
«Le scuole e l’università funzionano benissimo, non ci sono problemi, i giovani musulmani frequentano le parrocchie perché le considerano luoghi di aggregazione con valori che condividono».

E nel lavoro?
«Mi sembra che non ci siano problemi, a parte qualche episodio relativo a una donna che portava il velo».

Dal punto di vista politico qual è il partito che si è mostrato più attento al mondo musulmano?
«Sicuramente il Partito Democratico si è posto come interlocutore principale anche se ha scelto di allacciare rapporti con l’Islam politico, come l’Ucoi, il Caim».

I musulmani impegnati in politica restano pochi, perché?
«Sono assorbiti da altri problemi come il lavoro, la famiglia, le rimesse».

Come giudica le politiche della giunta Sala nei confronti della comunità islamica?
«Sala si è appiattito sulle posizioni della consigliera del Pd Sumaya, per il resto non ha fatto nulla, non c’è stato un dialogo».

E’ un giudizio duro se si pensa che questa giunta ha sempre promosso l’inclusione.
«Solo a parole, ci sono stati molti slogan ma poche cose concrete».

Coma voterà la comunità?
«Non sono sicura che voteranno per il Pd, ricordo che a Cinisello e Sesto hanno fatto scelte diverse, in particolare a Sesto per la proposta della moschea che ha diviso la comunità».

Pensa di candidarsi?
«No, faccio politica ma non vedo la necessità di questo tipo d’impegno: si può fare politica anche fuori dai partiti e dal consiglio comunale».

Sumaya (Pd): «Avanti con i luoghi di culto»

Prima mussulmana in consiglio comunale, eletta con il Pd, scrittrice e sociologa, Sumaya Abdel Qader traccia un bilancio della sua esperienza e dei progressi raggiunti dalla comunità islamica.

Qual è il livello d’integrazione dei musulmani in città?
«C’è una buona inclusione, una buona presenza. La comunità islamica è importante, composta da persone che provengono da paesi molto diversi tra loro, è ben inserita nel mondo del lavoro come dimostra il numero molto alto di partite Iva».

E’ più alto nelle nuove generazioni?
«Sì, i figli frequentano gli istituti superiori, fanno l’università e scelgono i corsi più impegnativi. Certo non mancano alcune criticità».

Per esempio?
«La pandemia ha creato difficoltà in tante famiglie e ha impedito alle donne di essere più presenti fuori dalla famiglia».

Sta dicendo che esiste una questione femminile?
«Sì, anche se la situazione sta migliorando grazie ad alcune associazioni che cercano di intercettare le donne che vivono condizioni difficili».

Questione luoghi di culto: a che punto siamo?
«Nel nuovo Pgt sono inserite quattro aree: è un passo importante con il quale cerchiamo di tradurre il diritto al culto riconosciuto dalla Costituzione».

Sarà un tema della campagna elettorale?
«E’ un jolly, al pari dell’immigrazione, che il centrodestra tira sempre fuori. A parte questo bisogna dare una risposta a questa esigenza che, tra l’altro, non riguarda solo l’Islam ma anche altre confessioni come gli evangelici».

Il problema è che i finanziatori delle moschee spesso sono stranieri e legati al fondamentalismo.
«I finanziamenti devono essere trasparenti, ad ogni modo ricordo che la comunità di Milano si autofinanzia. La via maestra per risolvere questo problema è riuscire a sottoscrivere l’intesa con lo Stato italiano in modo da potere usufruire dei fondi dell’8 x 1000».

La giunta Sala si è mostrata attenta alla comunità islamica?
«L’iniziativa sui luoghi di culto non ha precedenti in Italia, è una cosa importante: credo che questa amministrazione si sia distinta per il dialogo con la comunità musulmana».

Pensa di ricandidarsi?
«Sto valutando, vedremo».

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