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21. 09. 2021 16:37

A caccia del terzo incomodo: M5S e sinistra radicale pronti a presentare i candidati anti-Sala

Movimento Cinque Stelle e sinistra radicale cercano i candidati anti-Sala per le Comunali

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Non c’è solo Sala e l’antagonista del centrodestra ancora da individuare. I milanesi avranno la possibilità di indicare come sindaco altri candidati che, secondo quanto dicono i sondaggi, non arriveranno al ballottaggio ma avranno comunque la possibilità di giocare un ruolo importante. I 5 Stelle saranno presenti per la terza volta da soli, ci sarà anche un rassemblement di sinistra che non si riconosce in questa amministrazione: entrambi critici dell’amministrazione Sala puntano a raccogliere i delusi.

Basilio Rizzo: «Distanti da Sala sull’urbanistica»

Il vecchio leone ha detto basta con il consiglio comunale dopo ben 38 anni. Resta intatta la passione per la politica, anche in questa prossima campagna elettorale Basilio Rizzo sarà in campo per sostenere quella parte della sinistra in disaccordo con Sala.

Non è proprio possibile trovare un’intesa con Sala?

«Ci sono dei punti aspetti positivi di questa amministrazione come la politica di accoglienza, l’attenzione all’edilizia residenziale pubblica: ricordo che la proposta del contatore per gli alloggi recuperati l’ho presentata io. Su altre cose ho dissentito».

Per esempio?

«Le politiche sull’urbanistica, la rassegnazione mostrata sulla distribuzione delle ricchezze che è stato considerato un compito del governo soprattutto con l’avvento del Covid, c’è stata un’attenzione ai locali del centro a scapito del resto della città».

L’amministrazione si è molto spesa per la sostenibilità, l’ambiente: sono temi vicini alla sua sensibilità.

«Guardi che oggi tutto è sostenibile, green e ecocompatibile, poi bisogna vedere se in concreto è così. Ci sono progetti in questo momento che presentano queste caratteristiche ma si tratta di grattacieli, di un secondo bosco verticale quando c’è una forte domanda di alloggi che attende risposta».

Perché votare un raggruppamento di estrema sinistra quando poi al ballottaggio si vota Sala per evitare che vinca la destra?

«La legge elettorale offre la possibilità di un referendum al primo turno mentre nel secondo si vota per responsabilità: se non si fa così ci si priva dell’opportunità di dire a Sala ciò che del suo programma non si giudica sufficiente».

Così si potrà negoziare sul programma.

«Negoziare è un termine che non mi piace. Il tema è intenderci su cosa si vuole fare, se ci sono impegni apprezzabili, tipo il garante del verde e del territorio che ho proposto, si può andare avanti».

Il nome dell’anti Sala?

«Non spetta a me dirlo, ci sono i comitati di cittadini che stanno facendo le valutazioni».

Gianluca Corrado: «Il nostro candidato arriverà da Rousseau»

E’ un po’ complicata la posizione dei 5 Stelle: a Roma sono alleati con il Pd, a Milano sono distanti e questa sembra dovere restare il rapporto. Per Gianluca Corrado, capogruppo dei grillini a Palazzo Marino, il movimento si presenterà in solitudine dopo cinque anni di opposizione.

Com’è il vostro giudizio sull’amministrazione Sala?

«Non positivo, lo dico con dispiacere, in modo particolare per due ragioni. Sulla sostenibilità hanno raccontato una cosa che però non corrisponde a quello che hanno fatto, basti pensare che Milano ha consumato più suolo di tutta Italia».

La seconda ragione?

«L’urbanistica, che si è rivelata in linea con gli ultimi 20 anni: hanno presentato un Pgt che prevede milioni di metri cubi inutili soprattutto adesso che c’è il tema della Miano post covid che rende inutili i grattacieli e fa apparire ancora più sbagliato quel modello».

Nessuna possibilità di accordo con Sala?

«Dal territorio non può arrivare, i gruppi consiliari hanno passato otto anni in contrapposizione».

E’ possibile un’alleanza con altre forze politiche?

«Nel movimento alcuni hanno proposto un’alleanza con la sinistra anti Sala, con Basilio Rizzo, ma io lo escludo».

Potrebbe arrivare un’indicazione da Roma?

«Sino ad oggi le vicende romane non hanno influito, vediamo cosa succederà: io dico che se arriva qualcosa dall’alto alla base non può piacere».

Anche stavolta sarà la base dei militanti a decidere?

«Sì attraverso la piattaforma Rousseau. Abbiamo un problema di leadership, il nostro regolamento prevede che il candidato sindaco si sceglie con questo metodo».

Quando lo sceglierete?

«Ancora è presto, per quanto riguarda il nome ci sono tante persone che si sono impegnate in questi anni e che possono assumere benissimo questo ruolo».

Quali saranno i temi della vostra campagna elettorale?

«L’ambiente, lo sviluppo ecosostenibile, l’urbanistica a misura di persona e non per gli speculatori, i 25 mila nuclei familiari che hanno diritto alla casa: vogliamo Milano attrattiva e produttiva ma attenta al benessere delle persone e alla qualità delle vita».

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