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22. 10. 2020 05:11

Moschea in via Novara, lo scontro si fa elettorale

La scelta è stata effettuata da Palazzo Marino su richiesta della Prefettura, ma è contestata con decisione dal centrodestra e dal presidente forzista del Municipio 7, Marco Bestetti

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La tensostruttura che ospita i fedeli musulmani all’interno dell’ex Palasharp da quasi una decina d’anni resterà aperta fino alla fine di ottobre. Poi è previsto il trasferimento per lasciare spazio ai lavori che renderanno idonea la struttura per i giochi olimpici del 2026. Nuova location provvisoria per la moschea sarà via Novara, in una parte del parcheggio di Trenno, già individuata dal Comune nel Pgt come una delle aree destinate ai luoghi di culto.

Moschea in via Novara, lo scontro si fa elettorale

«Siamo in ritardo, ma vicini alla soluzione»

L’intervista a Diana De Marchi – PD

È la volta buona che si trovi una risposta all’annosa problema delle moschee in città. Ne è convinta Diana De Marchi, consigliere comunale del Partito Democratico, che spiega a Mi-Tomorrow quali progetti ha elaborato Palazzo Marino.

De Marchi
De Marchi

Via Novara suscita polemiche.
«È stata scelta questa sede perché c’era bisogno di chiudere il Palasharp e perché ci sono persone che hanno diritto al culto. E’ stata individuata un’area disponibile».

Il centrodestra obietta che quella è una zona che presenta già un campo rom.
«Intanto ricordo che non ci saranno masse, non vedremo assembramenti. Quanto ai campi rom è un modello che stiamo superando con la gestione controllata e più aperta, con un’area adatta a non creare distinzioni e a fornire spazi e servizi: l’opposizione è contraria per principio, anche scegliendo un altro luogo avrebbe avuto la stessa reazione».

Il tema moschea attende da tempi una soluzione: perché?
«È vero, c’è ritardo ma in questa consiliatura c’è stata una grande attenzione, abbiamo approvato un ordine del giorno».

Forse il problema è che sono decisioni che rischiano di fare perdere voti…
«Ci siamo sempre battuti per l’inclusione, per fare diventare Milano la città dei diritti contro chi vuole negarli: non abbiamo inseguito i voti ma la dignità delle persone».

Quali risultati può portare il vostro lavoro?
«Nel Pgt abbiamo accolto le richieste, dialogato con chi era disposto pur nelle difficoltà: ora ci sono le condizioni per fare meglio, per costruire».

Avete individuato spazi per nuove moschee?
«Sono state individuate quattro aree, già utilizzate per il culto, che possono diventare luoghi regolati per il culto islamico: mi riferisco a Cascina Gobba, via Gonin, via Quaranta e via Maderna».

È ottimista?
«Sì, per il grande lavoro che abbiamo fatto, per le possibilità di dare risposte che servono, perché non creiamo disagi a nessuno».

«No alla megamoschea, ma rispettiamo il culto»

L’intervista a Silvia Sardone – Lega

No alla moschea in via Novara, no alla megamoschea in città ma disponibilità a discutere su come rendere concreto il diritto di culto dei mussulmani. Silvia Sardone, consigliere comunale e regionale della Lega, spiega qual è la linea su un tema da sempre ostico per il centrodestra.

Sardone
Sardone

Perché la contrarierà alla moschea in un luogo decentrato come via Novara?
«All’ingresso di quell’area c’è un cartello con su scritto “parcheggio di Expo”, in realtà non è mai stato utilizzato per l’Esposizione. Adesso la sua funzione è quella di parcheggio di interscambio per M5, ma Sala deve avere dimenticato la mobilità sostenibile di cui si è sempre detto un sostenitore».

Bisogna trovare un luogo alternativo al Palasharp.
«Non può essere via Novara, solo due anni fa il consiglio comunale ha deliberato che quello spazio non poteva essere utilizzato per ospitare una moschea. Inoltre voglio sottolineare un’altra contraddizione di Sala».

Quale?
«Durante la campagna elettorale aveva promesso che non ci sarebbero state moschee abusive, che le avrebbe chiuse. Adesso è pronto a creare una moschea provvisoria in un parcheggio d’interscambio».

Come si risolve il problema delle moschee irregolari a Milano?
«Non con la megamoschea, per alcune ragioni. Crediamo che ci debba essere il controllo di sicurezza, il registro degli imam, le prediche in italiano, la certezza sui fondi e le dimensioni della struttura proporzionate alle comunità. Sono garanzie per i cittadini, anche per i mussulmani ai quali dev’essere garantito il diritto di culto».

A Roma esiste la megamoschea.
«Non mi sembra un esempio da seguire».

Perché in campagna elettorale è difficile discutere questo tema?
«La comunità islamica gode di un atteggiamento di favore da parte del sindaco che aumenterà ora che si avvicina la campagna elettorale. Se prevale il buon senso e non l’ideologia si possono trovare le soluzioni».

Com’è la situazione, oggi, dei luoghi di culto islamici?
«Non va bene, in primo luogo per gli stessi mussulmani: si utilizzano ancora gli scantinati nonostante le promesse di Sala».

Moschea in via Novara
Moschea in via Novara

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