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16. 05. 2022 07:56

Opportunità o speculazione? Il punto di vista sulla riqualificazione degli scali ferroviari di Milano

Sui sette ex scali ferroviari da riqualificare si gioca il futuro della città

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Sette scali ferroviari abbandonati da 25 anni per 1.200.000 metri quadrati: in base all’Accordo di programma delle Ferrovie dello Stato, titolare degli spazi, con Comune e Regione firmato nel 2007 è previsto un piano di rigenerazione urbana che prevede il miglioramento dell’assetto e della qualità urbana e ambientale, l’incremento delle aree a verde fruibili dai cittadini, il rafforzamento dei servizi pubblici, il potenziamento dell’offerta di edilizia residenziale sociale e del trasporto pubblico. Un progetto che sarà realizzato da soggetti privati ai quali saranno assegnati gli ex scali.

BRUNO CECCARELLI, PD: «Verde, edilizia sociale e Olimpiadi»

E’ un piano articolato con progetti che vanno avanti con tempistiche differenti ma i vantaggi per la città arriveranno e saranno per tutti. Lo assicura a Mi-Tomorrow Bruno Ceccarelli, presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino.

Facciamo il punto della situazione.

«Il percorso è iniziato 4 anni fa con l’approvazione delle linee dell’Accordo di Programma, abbiamo superato i ricorsi e ora ci troviamo con 3 scali in cui è completato l’iter con la vendita delle aree: si tratta di Lambrate, Porta Romana, Greco e Rogoredo. Per Farini, il più grande, abbiamo fatto il masterplan, vedremo chi si aggiudicherà l’area mentre con San Cristoforo i tempi saranno veloci perché non c’è l’esigenza di costruire».

E Porta Genova?

«Richiede più tempo perché si deve dismettere una parte dei binari».

Ci sono criticità?

«Sono abbastanza tranquillo, diciamo che la sfida più complicata è per Porta Romana».

Perché?

«Dovrà ospitare il villaggio olimpico. Nel progetto sono stati studiati scali flessibili per accogliere evoluzioni: a Porta Romana il villaggio olimpico a giochi finiti sarà convertito in residenze per studenti e edilizia residenziale, è la prima volte per opere di questo tipo che non si lasciano cattedrali nel deserto».

Il villaggio sarà pronto per i giochi?

«La consegna è fissata per giugno 2025, ce la faremo, abbiamo un unico interlocutore».

Rispetterete i tempi anche per gli altri?

«Per quelli più piccoli è più semplice, l’incognita è per Farini che è lo scalo più interessante. Anche per Porta Genova non abbiamo date».

I critici di questa operazione ricordano che si stanno cedendo aree delle Ferrovie dello Stato in cui si svolgeva un servizio pubblico, a privati.

«E’ una preoccupazione che avevamo anche noi. Io ricordo che stiamo trasformando aree dismesse e degradate in nuove zone con molto verde, basso consumo di suolo e una quota considerevole di edilizia sociale convenzionata. Vorrei ricordare anche un altro aspetto».

Prego.

«Le plusvalenze che incasserà Ferrovie dello Stato saranno impiegate per metà a finanziare attività di sviluppo e per l’altra metà per la Circle Line di Milano».

GIANLUCA CORRADO, M5S: «Tanto cemento, non è la strada giusta»

Un no secco senza se e senza ma ribadito con maggiore forza rispetto al passato. Per i 5 Stelle non ci sono ragioni per portare avanti il progetto delle Ferrovie dello Stato: Gianluca Corrado, capogruppo in Comune, spiega a Mi-Tomorrow quale può essere l’alternativa.

Perché questa opposizione così radicale?

«Da 10 anni abbiamo la stessa posizione che ora sentiamo con più forza perché riteniamo che l’arrivo del Covid deve farci cambiare il modo di vedere la città: non va bene un progetto che prevede torri e consumo di suolo, dobbiamo essere in linea con le più importanti capitali europee».

Cosa proponete in alternativa?

«Questa è un’operazione economica dello Stato contro l’interesse dei cittadini: noi chiediamo che quelle aree, donate a FS per esercitare un servizio pubblico, vengano restituite ai cittadini per realizzare nuovi spazi verdi».

L’Accordo di programma prevede molto verde.

«E’ vero, è una della poche cose positive. Il problema è che questo verde non è interamente fruibile, inoltre vengono concesse volumetrie elevatissime, con il risultato paradossale che queste nuove aree saranno un richiamo per le auto, provocheranno un aumento del traffico che il verde appena riuscirà a compensare».

Sono previste anche case in edilizia sociale.

«Questo è l’aspetto che procura maggiore delusione. L’edilizia sociale dovrebbe essere a sostengo di chi non riesce a pagare l’affitto o a comprare la casa, per cui si doveva puntare sull’edilizia residenziale pubblica, considerando che a Milano ci sono 25 mila persone che rivendicano il diritto alla casa».

Porta Romana ospiterà il villaggio olimpico, una bella opportunità per la città: è d’accordo?

«Le Olimpiadi invernali ci hanno lasciato tiepidi ma possono essere un’occasione. A noi interesse capire il piano definitivo, puntare su quartieri tipo Porta Nuova, che sono belli, significa progettare solo per i ricchi ma questa non può essere l’idea per il futuro della nostra città che ha bisogno di servizi utili per la collettività».

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