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28. 11. 2020 17:41

Quale futuro per San Siro?

Con il nuovo stadio di Inter e Milan, il consiglio comunale è chiamato a trattare sulla nuova vita del Meazza

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Inter e Milan hanno rivisto il progetto di riqualificazione di San Siro che prevede il nuovo stadio all’interno di un distretto dedicato allo sport e all’intrattenimento. L’ultima parola sarà del consiglio comunale che ha già dato prescrizioni precise alle due società su come riformulare il precedente piano giudicato troppo impattante. Un problema è rappresentato anche dai tempi, il mandato scade tra pochi mesi, ma c’è chi sostiene che mancherebbe anche la volontà politica di arrivare ad una decisione.

FILIPPO BARBERIS PD:«OK AL NUOVO, MA CON INTERESSE PUBBLICO»

Forse è la volta buona. Milan e Inter hanno elaborato un nuovo piano per San Siro, la maggioranza è pronta a esaminarlo e dare il via libera a patto che sia conciliabile con l’interesse pubblico, come spiega a Mi-Tomorrow il capogruppo del Pd a Palazzo Marino Filippo Barberis.

Che tipo di proposta si aspetta da Inter e Milan?

«Che risponda ai criteri fissati con l’ordine del giorno votato dal consiglio lo scorso anno e a quanto stabilito nell’ultimo confronto della scorsa estate in cui abbiamo sottolineato la riduzione delle volumetrie».

Oltre alle volumetrie quali sono i punti fermi del Comune?

«L’attenzione al verde, la centralità dello sport, la continuità del pagamento dei canoni al Comune che non viene sospesa per 30 anni, l’attenzione logistica durante i lavori e la garanzia dell’accessibilità allo stadio».

E’ il massimo che si può ottenere?

«Sarebbe un risultato importante perché saremmo riusciti a non cancellare San Siro nonostante i vincoli formali del ministero non tutelino il complesso».

Quando sarà esaminata in consiglio la nuova proposta delle due società?

«Dipende dai tempi per l’istruttoria, sono necessari un’analisi economica del progetto e poi un passaggio in Regione».

Nel gruppo del Pd a Palazzo Marino ci sono non poche perplessità.

«La maggioranza ha espresso con ampio consenso le condizioni poste per il nuovo stadio, poi ci possono essere persone con idee diverse».

Si sono formati comitati contrari al progetto.

«Ci siamo sempre confrontati con i comitati, sia quelli a favore che contrari, all’interno di un percorso ponendo con chiarezza questi due punti: la tutela dell’interesse pubblico deve andare assieme con la soluzione condivisa con Inter e Milan».

In conclusione se il progetto delle due squadre si può sposare con le richieste del consiglio si aprirà la stagione del nuovo San Siro?

«La soluzione positiva che stiamo cercando è legata all’opportunità di rigenerare l’area, un progetto che avrebbe un forte impatto sul quartiere. Siamo di fronte all’occasione di un grande investimento che non dobbiamo perdere».

ALESSANDRO DE CHIRICO FORZA ITALIA: «SALA HA PAURA, SI DECIDERA’ PIU’ AVANTI»

Sì alla riqualificazione di San Siro ma sarà il prossimo consiglio a occuparsene perché la maggioranza è divisa. Lo sostiene Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia.

Quale proposta dovrebbero presentare Inter e Milan per avere il suo consenso?

«Mi aspetto che siano rispettati i paletti posti dal consiglio che ha chiesto un progetto ridimensionato».

Quando si esprimerà il consiglio nel merito?

«Non ci sarà un voto in questo mandato per due motivi: Sala non è un cuor di leone e poi siamo concentrati su altre priorità».

Cosa sta frenando Sala?

«Ci sono beghe interne alla maggioranza, hanno i talebani della ciclabilità pronti a scendere in piazza per 4 arbusti».

Ci sono anche i comitati avversi al progetto.

«Ci sono anche quelli a favore solo che si fanno sentire solo quelli del no: quelli del si sono disorganizzati, non riescono a fare sentire la loro voce».

Come giudica il progetto per San Siro?

«Potrebbe dare una bella spinta all’economia, in particolare al comparto edilizio, e potrebbe significare anche il rilancio delle due squadre di calcio e del quartiere, come già accaduto con Gae Aulenti e Citylife».

Non è eccessivo un altro centro commerciale in città?

«Premesso che in questo momento in quell’area non c’è nulla bisogna intendersi su cosa significa centro commerciale. Il rilancio di San Siro non significa solo lo stadio nuovo ma anche servizi, uffici comunali, una biblioteca, un centro anziani: in questo contesto sono necessari ristoranti, cinema».

San Siro terzo polo dopo Porta Nuova e Citylife?

«Deve diventare un polo attrattivo dove le persone possono arrivare da ogni parte della Lombardia e rimanere tutta la giornata perché esiste un’offerta in grado di soddisfare tutti i membri di una famiglia: mentre il padre guarda la partita la moglie con i figli possono guardare un film o fare shopping».

Quando discuteremo queste cose?

«In campagna elettorale, il problema del centrodestra è che non si è schierato subito perché voleva cavalcare la nostalgia di qualcosa che non c’è più».

 

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