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15. 05. 2021 13:10

Sfratti bloccati fino a giugno, gli inquilini respirano: giusto?

Il decreto Milleproroghe ha portato al blocco degli sfratti. Ciò nonostante la decisione non sembra sia gradita a tutti...

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Il decreto Milleproroghe ha confermato il blocco dell’esecuzione degli sfratti per morosità fino al 30 giugno. Un segnale voluto per aiutare gli inquilini in difficoltà, che in un momento di emergenza sanitaria come questa sarebbero costretti ad andare per strada, con il peso di dover affrontare anche una procedura in Tribunale.

Con la proroga si estende a 16 mesi in totale il blocco degli sfratti, annullando tutti i provvedimenti con i quali i giudici avevano ordinato di restituire ai proprietari i loro immobili. Eppure non sembra essere una decisione che accontenta tutti. Ecco perché.

Colombo Clerici, Assoedilizia: «Grave errore, a rischio l’economia della città»

È molto severo il giudizio di Achille Colombo Clerici. Per il presidente di Assoedilizia, l’associazione dei proprietari di immobili, la decisione del governo produrrà effetti negativi non solo nel mercato della casa ma nell’intero sistema economico.

Come considera la proroga al blocco degli sfratti?

«Male, siamo di fronte ad un problema grave che non riguarda solo una parte sociale o chi si accolla un onere, ma l’equilibrio dell’economia in generale».

Perché?

«Quando si bloccano gli sfratti si dà una picconata al sistema, si offre una ragione in più per non pagare».

Il contesto sociale è molto precario.

«Qui sono in gioco i principi che tengono in piedi il sistema: non si paga perché c’è la garanzia dell’impunità, così si mina l’equilibrio del sistema economico».

Insisto: cosa si dovrebbe fare se una famiglia non è in grado di pagare?

«Intanto ricordo che i proprietari devono pagare le tasse, chi possiede uno stabile ad uso commerciale se non riesce a pagare il canone è bene che lo lasci. Per quanto riguarda l’uso abitativo bisogna intervenire con i sussidi pubblici, non si deve pretendere che il proprietario non venga pagato».

Quanto è diffuso il fenomeno di chi ha difficoltà a pagare in città?

«Non ci sono dati attendibili, posso dire che il fenomeno è meno grave nel settore abitativo che in quello commerciale».

Quali ripercussioni si verificheranno?

«Il proprietario non incassa più il canone, deve pagare le imposte e magari si trova con il locatario che non paga neppure le spese condominiali».

Cosa può fare il Comune?

«L’unica cosa che può fare è rivitalizzare la città, se cala la domanda non ce ne sarà più per nessuno».

Il Comune è titolare di molti alloggi sfitti, si possono mettere sul mercato?

«Per farlo ci vogliono investimenti, non credo che lo possa fare».

Si può rivedere la politica degli affitti?

«Il problema è come fare ripartire il mercato e la città, studiare come stimolare la domanda. Poi certo non sarebbe male intervenire sulle normative: sospendere l’Imu, in questo momento, sarebbe di aiuto».

Giuseppe Jannuzzi, Sunia: «Provvedimento tampone, ora abbassiamo i canoni»

Un provvedimento tempone che serve per arrestare l’emergenza ma non risolverla. Secondo Giuseppe Jannuzzi, segretario generale del Sunia, il sindacato degli inquilini, la soluzione può essere solo con l’adozione di nuove politiche abitative.

Partiamo dal decreto: cosa pensa?

«È stata presa una decisione inevitabile, altrimenti si verificherebbero rischi di assembramento sia in caso di esecuzione e che di collocamento delle persone. Detto questo preciso che non siamo per il congelamento degli sfratti».

Insomma, il decreto è il male minore?

«È così».

Quanti sono a rischio sfratto in città?

«Tanti, ci sono le situazioni accumulate nel 2019, con tanti sfratti non eseguiti».

Soffrono di più le famiglie o i commercianti?

«Entrambi, la crisi economica ha compito bar, ristoranti e palestre. La differenza è che la crisi del commerciale è partita dopo ma adesso stiamo vedendo lo stato di sofferenza in cui si trovano gli operatori».

Il blocco degli sfratti può incentivare a non pagare l’affitto.

«E’ una cosa inevitabile, fa parte della natura umana. C’è chi può approfittarne ma credo che si tratti di un fenomeno ridotto, tanti non fanno i furbi».

Come fa a dirlo?

«Dall’approccio che adottano, si tratta di gente non abituata agli sfratti».

Cosa può fare il Comune?

«Ha poteri limitati, di concerto con il governo può intervenire sulla leva fiscale per favorire la rinegoziazione dei canoni di locazione: la proprietà sarà stimolata ad abbassarli».

Sta dicendo che con questa crisi i canoni sono troppo alti?

«Dico che dovrebbero essere più coerenti con la situazione economica, è evidente che devono essere più bassi».

Cosa propone?

«Bisogna pensare ai canoni concordati, il Comune ha emesso un bando con l’intento di agevolare i canoni concordati ma non basta, serve un’azione con il governo sulla fiscalità».

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