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07. 05. 2021 18:53

Tempi di cambiamento anche per i Municipi: quali saranno i prossimi presidenti?

Chi si ricandiderà alla guida dei nove Municipi della città? Ecco certezze e dubbi

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Nei nove Municipi la scelta è se ripresentarsi o tentare il salto a Palazzo Marino. Il rinvio del voto ad ottobre prolungherà i tempi di questa decisione, persino alcuni presidenti sono ancora indecisi su cosa fare: ecco due esempi importanti.

Arrigoni, Pd (Municipio 1): «Posso fare altri cinque anni, ma…»

E’ presidente da dieci anni, prima della Zona poi del Municipio 1. Ora Fabio Arrigoni (Pd) deve scegliere se fare il grande salto a Palazzo Marino: di questo tema e dell’esperienza di amministratore parla con Mi-Tomorrow.

Partiamo con un bilancio sintetico di questi due mandati.
«Direi in chiaroscuro, alcune cose sono arrivate altre dormono un po’».

Cominciamo con le prime.
«Su nostra indicazione sono state realizzate varie opere in tema di mobilità e di riordino delle piazze. Ricordo, grazie allo scomputo degli oneri di urbanizzazione, l’intervento in via Orti effettuato anche in virtù di una donazione, la risagomazione dei marciapiedi in pietra in via Sarpi, la riqualificazione dell’anfiteatro di via Porlezza e la prossima pedonalizzazione di largo Treves».

Un progetto lasciato al prossimo Municipio?
«Via Orefici-Cordusio, noi vogliamo che diventi sostanzialmente pedonale con il passaggio del tram, vedremo se si farà così».

Cosa non è andato per il verso giusto?
«Sono necessari ulteriori passaggi di competenze, i temi sono tanti: scuole, strade, demanio».

Il Municipio 1 è considerato quello dei milanesi benestanti, come hanno affrontato il periodo Covid?
«Ci sono anche situazioni di difficoltà, penso a coloro che vivono nelle case Erp per i quali ci siamo attivati con i buoni spesa. Per il resto abbiamo avuto qualche problema con la movida ma devo dire che la gente si è comportata bene».

Una situazione non facile, che dura da anni, riguarda i cantieri di M4.
«Proprio da poco abbiamo dati i pareri sulla sistemazione di superficie di Sant’Ambrogio, Policlinico, Resistenza dei Partigiani, piazza Vetra e corso Italia. La situazione più pesante è in Sant’Ambrogio, anche in De Amicis ci sono problemi: la causa è nel tracciato che io non avrei mai deciso in questo modo».

Quale tracciato sarebbe stato preferibile?
«Quello sulla linea 90, in centro esistono già tanti mezzi di collegamento. Ad aggravare le cose c’è il fatto che non sono stati progettati i collegamenti tra sant’Ambrogio e Policlinico».

Cosa pensa di fare in autunno?
«In Municipio sarei al terzo mandato, sarei disponibile a proseguire, vediamo se è possibile».

Il salto in Comune le fa paura?
«No, è un modo di lavorare diverso ma è una scelta che posso fare».

Bestetti, Forza Italia (Municipio 7): «In campo per un vero decentramento»

Ha 33 anni, è uno dei giovani rampanti del centrodestra milanese, è presidente del Municipio 7. Marco Bestetti (Forza Italia) fa il punto sulla situazione politica, su cinque anni di amministrazione e su cosa vuole fare per le prossime elezioni.

E’ soddisfatto del suo mandato?
«Siamo partiti con molti problemi che avevamo individuato già nell’ultima campagna elettorale: abbiamo lavorato avendo come bussola il nostro programma elettorale. Purtroppo abbiamo avuto a che fare con il Comune che più volte si è messo di traverso».

Cosa è successo?
«Ha opposto un muro di gomma a tante nostra iniziative che altrimenti avremmo realizzato».

Per esempio?
«Sul tema della sicurezza e prevenzione del territorio avremmo potuto dare un contributo al coordinamento dell’attività della Polizia».

La polemica con il Comune è una questione che va avanti da anni.
«Il decentramento in realtà è un’incompiuta, lo considero un errore perché i municipi sono un’opportunità che se gestita bene può dare risposte efficace. Questa amministrazione ha invece preferito chiudersi a riccio perché 5 municipi sono di colore avverso».

Nel vostro territorio si giocano partite d’importanza cittadina.
«In primo luogo lo stadio, poi piazza d’Armi».

Un risultato di cui è fiero?
«Il ripristino della linea 63, che era stata tagliata da Maran-Pisapia. Poi direi il metodo di lavoro adottato».

In cosa consiste?
«Il Comune ci ha fatto piovere i progetti dall’alto, noi abbiamo interpretato la democrazia partecipativa, di cui tanti parlano: abbiamo sempre portato in condivisione i progetti con i residenti prima di definirli».

Il centrodestra è in ritardo nella scelta del candidato sindaco, è una perdita di tempo che può costare.
«Bisogna fare più in fretta possibile perché l’alternativa a questa amministrazione c’è, abbiamo le idee chiare su come guidare la città ma trovare uno che le interpreti è fondamentale. Noi intanto stiamo lavorando per la Milano alternativa».

Sarà in campo per il Comune o per il Municipio?
Sto valutando entrambe le ipotesi, nel secondo caso penso che i cittadini si ricorderanno del buon lavoro fatto: se dovessi scegliere la prima porterei la mia esperienza a Palazzo Marino, nelle prossime settimane deciderò».

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