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03. 03. 2021 09:28

Cento sfumature di rosso: la Lombardia attende di conoscere il suo destino

Lombardia in bilico per la definizione della nuova fascia di rischio Covid: nel frattempo le nuove restrizioni

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«I dati questa settimana stanno migliorando ma la scorse la situazione è andata un po’ meno bene. E c’è il rischio che la valutazione di venerdì del Cts possa inserirci in zona rossa». Il governatore Attilio Fontana attende la nuova ordinanza del Ministero della Salute che oggi decreterà se la Lombardia dovrà finire in zona rossa o potrà rimanere in zona arancione.

La differenza sostanziale riguarda soprattutto le attività commerciali che, in caso di collocazione nella fascia più alta, dovrebbero in gran parte chiudere. «Forse – ha aggiunto Fontana – bisognerebbe fare una valutazione di più lungo periodo, non così rapide perché altrimenti è un’alternanza di zone arancioni, gialle e rosse che tolgono sicurezza» alle persone».

Nuovo decreto. Intanto, da domani entrerà in vigore il Dpcm che farà da cornice alle valutazioni regionali. Nel testo è stabilito che «fino al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». Ergo: il divieto sarà valido anche tra zone gialle.

Visite. Per limitare gli incontri, nel decreto è stato stabilito di prorogare la norma che era stata approvata in vista delle festività natalizie. E dunque «in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5.00 e le 22.00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi».

Questi spostamenti saranno consentiti «all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa», con deroga per i residenti nei piccoli Comuni per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini.

Seconde case. Per tutto il periodo di durata del decreto, fino al 5 marzo, sarà vietato andare nelle seconde case che si trovano fuori regione. Se si è residenti in una regione in fascia arancione è vietato andare nella seconda casa fuori Comune. L’unica deroga riguarda motivi di urgenza, ad esempio la riparazione di un guasto oppure per recuperare oggetti o materiale indispensabile.

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