alle 5 da me
alle 5 da me

Cinque donne, cinque uomini; un’attrice e un attore; Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero di nuovo insieme a teatro e, dopo la fortunata esperienza con L’inquilina del piano di sopra, portano al Carcano Alle 5 da me, altra commedia scritta da Pierre Chesnot. «Quando mi hanno proposto di fare subito un nuovo lavoro con lo stesso autore, gli stessi attori e la stessa regia ho pensato fosse una pazzia», confessa la De Laurentiis a Mi-Tomorrow.

E invece ora è a Milano con Alle 5 da me, cosa le ha fatto cambiare idea?
«Il regista Stefano Artissunch ha insistito tantissimo e mi ha garantito che aveva in mente atmosfere diverse rispetto al precedente spettacolo. Per rassicurarci ci ha mostrato la scenografia e, vedendola, abbiamo capito che era la strada giusta. Il rischio di ripercorrere lo stesso terreno era quello che mi spaventava di più. Aver fatto qualcosa di completamente diverso da L’inquilina del piano di sopra è una bella vittoria come attrice».

Sul palco interpreterà non uno, ma ben cinque ruoli…
«Esatto. I due protagonisti Charlotte e Jean Marc raccontano al pubblico gli incontri amorosi che hanno fatto prima di sposarsi. Ricordano una serie di ex visti con la tipica lente d’ingrandimento di chi non soffre più e ripensa alle proprie storie passate senza punte di dolore».

Come cambia la visione dell’ex col passare del tempo?
«Quello che al momento ci sembrava bellissimo si presenta per quello che è realmente. Nella storia vengono fuori una serie di personaggi, uomini e donne, molto buffi. Gente che, durante la cotta, era straordinaria agli occhi dei protagonisti e che poi, invece, si presenta al pubblico nella propria tristissima realtà dei fatti».

Com’è il rapporto con Ugo Dighero?
«Per certi versi siamo molto simili come atteggiamento e approccio al lavoro. C’è grande rispetto per chi ci sta intorno, entrambi sentiamo molto l’idea di squadra perché il lavoro si fa tutti insieme. Non c’è un egocentrismo che ti porta a fare il divo. In questa ottica c’è molta collaborazione e gioia nel vedere i nostri personaggi crescere. La cosa non è scontata in teatro e getta le basi per un buon lavoro fatto insieme».

Il teatro vi porta a girare e conoscere diverse piazze, com’è quella milanese?
«Per la mia esperienza personale, è sempre stata estremamente piacevole. Il pubblico è pronto a giocare. Sono stata a Milano con tanti spettacoli e non è certo una piazza ostica».

Come divide la vita fra teatro e televisione?
«Valuto a seconda di quello che mi propongono, non pianifico a tavolino. Il teatro è il mio mestiere, la televisione è arrivata anni dopo, ho avuto qualche esperienza ma non mi ritengo una conduttrice. Non mi permetterei mai di definirmi così, è un mestiere difficilissimo. Da quando mi sono diplomata il mio lavoro è la recitazione, che sia fiction o teatro. Non inseguo la tv, accetto solo programmi che ritengo giusti per me».

Quali sono i prossimi progetti in cantiere?
«Tra poco inizio le prove per un nuovo spettacolo con Enrico Maria Lamanna che si chiama Diamoci del tu e sarà a Roma il prossimo febbraio. Poi porto avanti un progetto molto bello con un trio violino, violoncello e pianoforte sulla storia d’amore tra Robert e Clara Schumann. In un’ora e dieci si sviluppa il racconto con le bellissime musiche di Robert Schumann, ma anche di Clara, che era una bravissima musicista seppur molti non lo sappiano. Si tratta di uno spettacolo che ho davvero nel cuore. E poi nella prossima stagione riprenderemo ancora la tournée di Alle 5 da me, quindi diciamo che gli impegni non mancheranno».

Fino al 14 aprile
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63, Milano
Biglietti da 25 euro su teatrocarcano.com


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