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02. 08. 2021 21:24

Distretto X – Sguardi Plurali sui Musei si reinventa: l’emergenza di conoscere

Un punto d’incontro virtuale fra opere suggestive e racconti inclusivi

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È stato presentato al pubblico il 31 gennaio, ma oggi Distretto X – Sguardi Plurali sui Musei è stato costretto, come molti altri progetti culturali, a reinventarsi sotto l’hashtag #IoRestoaCasa. L’ha comunicato il Settore Cultura del Comune di Milano e tutti gli aggiornamenti possono essere seguiti sul profilo Instagram @distretto.x, gestito dalle volontarie dell’associazione Lasamuse.

 

 

Lo scopo è quello di avviare dei laboratori digitali che permettano un viaggio virtuale nei musei civici del Distretto dei Giardini Indro Montanelli, con workshop che pongono al centro l’esperienza di esplorazione dei musei per trovare opere suggestive e scoprirne di nuove attraverso i racconti degli altri partecipanti.

distretto museale porta venezia
distretto museale porta venezia

Distretto X: musei e identità di genere

LGBTQI+. Distretto X è inserito nelle attività di ripensamento dei quattro distretti museali milanesi: parco Sempione, piazza Duomo, Giardini Pubblici di Porta Venezia, area ex Ansaldo. Dedicato al distretto di Porta Venezia il progetto mette in campo una serie di azioni di coinvolgimento della comunità LGBTQI+ nella creazione di percorsi di narrazione e valorizzazione museale.

Calendario. Il calendario di laboratori e incontri produrrà tre risultati: una guida fatta di narrazioni, un percorso museale, attività di formazione sull’identità di genere per operatori turistici e culturali. L’obiettivo è fornire prospettive inedite sui musei di quest’area, nell’ottica di maggiore inclusività e coinvolgimento grazie alla riflessione sull’identità di genere.

Virtuale. «In questo momento il progetto ha assunto questa veste virtuale, ma è nato in maniera molto fisica e partecipata, come attivazione di rapporti tra i musei e le comunità di riferimento del territorio – spiega Marco Edoardo Maria Minoja, Direttore Cultura del Comune di Milano (foto, ndr)  –. Nasce all’interno di un progetto più ampio che ha messo al centro la coerenza territoriale per istituire una maggiore relazione con gli abitanti della zona. Con Distretto X abbiamo coinvolto le comunità LGBTQI+ con un percorso di visita esperienziale, legato al vissuto personale, invertendo l’ottica secondo la quale è solo il museo ad offrire i contenuti: esso si apre alla creatività e alla narrazione del visitatore».

Azione partecipata

Distretto X - musei
Distretto X – musei

Reazioni. «Ai partecipanti viene fornita una spiegazione sul museo che stanno per visitare, poi sono liberi di girare per le sale per entrare in contatto con le opere e sceglierne una che susciti particolari reazioni personali: questa va poi presentata agli altri per creare così nuove letture del museo, che arricchiscono quelle sottostanti – spiega il coordinatore del progetto Samuele Briatore –. Ad esempio, alla Casa Museo Boschi Di Stefano un visitatore ha raccontato di essersi identificato in un angelo in porcellana di Fontana, che ha richiamato in lui la sensazione provata nel momento del proprio coming out, quando si è scomposto per ritrovarsi in qualcosa di angelico».

E in tempi di coronavirus? «L’idea di continuare è partita dall’entusiasmo dei partecipanti – prosegue Briatore –: il desiderio di narrarsi era molto forte, quindi la Direzione Cultura del Comune ha messo a disposizione alcuni strumenti per le visite virtuali, mentre il momento della narrazione avviene su Google Meet, aule virtuali dove si incontrano le persone che hanno lasciato il proprio contatto tramite il profilo Instagram, un canale che fornisce tutti gli aggiornamenti del progetto».

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