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06. 12. 2021 13:13

21 giugno, festa senza musica: l’appello da parte del settore musicale

Cantanti, musicisti, produttori, tecnici e tantissime altre figure del panorama musicale hanno lanciato gli hashtag #senzamusica e #iolavoroconlamusica per lanciare un messaggio al Governo

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Il 21 giugno è da sempre un giorno di festa: si festeggia l’arrivo dell’estate e, da anni, al solstizio si è affiancata la celebrazione della giornata della musica. Ma il 21 giugno 2020 sarà ricordato come la festa senza musica. Ancora una volta, l’iniziativa nasce e corre tra le pagine dei social.

21 giugno, festa senza musica: l’appello da parte del settore musicale

Social. Cantanti, musicisti, produttori, tecnici e tantissime altre figure del panorama musicale hanno lanciato gli hashtag #senzamusica e #iolavoroconlamusica. Un messaggio forte e chiaro destinato al Governo per fare in modo che chi della musica ha fatto il suo lavoro possa ricevere il suo spazio tra le proposte del Decreto Rilancio.

Decreto. Sono stati mesi duri per tutti, ma c’è chi non ha ancora ricevuto indicazioni in merito al proprio lavoro e dopo mesi di stop causati dall’emergenza Covid-19, il settore musicale chiede la possibilità di potersi rialzare e di vedere riconosciuto il proprio operato che, non solo. ha una grande valenza culturale, ma è anche una importante risorsa economica per il nostro Paese.

Davide Boosta Dileo ed Emma Marrone
Davide Boosta Dileo ed Emma Marrone

«Non siamo una goccia del mare – scrive Davide Boosta Dileo sulla sua pagina Instagram – Eppure, di fronte ad una classe dirigente così inadeguata, ci sono rimasti i cartelli scritti a penna. È mortificante dover richiamare l’attenzione in questo modo».

Tra le altre voci, spicca anche quella di Emma Marrone «Nella musica lavorano in tanti, non solo i musicisti ed i cantanti. La musica fa cultura, educa, emoziona, intrattiene e, se non bastasse, produce economie importanti, dando lavoro a decine di migliaia di persone che oggi, causa Covid-19, rischiano di restare a casa. Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al Decreto Rilancio che ci riguardano. Chiediamo che la politica non le ignori, adoperandosi al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano per il bene della Musica».

Ghemon e Jovanotti
Ghemon e Jovanotti

Anche Ghemon con il suo messaggio «È il momento di metterci la faccia e di raccontare che la musica è un lavoro» vuole riportare all’attenzione tutti quei lavoratori che, ad oggi, sono ancora a casa senza lavoro o rischiano di non averlo più: uffici stampa, manager, etichette discografiche. Per non parlare di chi porta direttamente la musica alle persone, come le agenzie di booking o i proprietari di live club e discoteche. E in questo gli fa eco anche Lorenzo Jovanotti aggiungendo «Mi sembra superfluo dire che si tratta di chiedere attenzione istituzionale non per me, ma per la stragrande maggioranza delle persone coinvolte nell’industria musicale che operano in mille settori dietro le quinte».

Appello. Pinguini Tattici Nucleari, Brunori Sas, Malika Ayane, Vasco Rossi, Ermal Meta, Piero Pelù, Irene Grandi, Levante… sono solo alcune delle tante voci che hanno aderito alla protesta della festa senza musica. Nell’appello lanciato sui social si chiede una commissione congiunta di Camera e Senato dedicata all’industria musicale e che il ministero convochi al più presto un tavolo tecnico specifico. Inoltre si chiede al Governo di «Non ignorare le reali esigenze di un settore che genera cultura e posti di lavoro e che contribuisce all’economia del Paese. Non deve più uscire un nuovo decreto che va a discriminare alcuni settori, incluso quello musicale, ma deve davvero rappresentare la possibilità di una collettiva ripartenza».

Levante e i Pinguini Tattici Nucleari
Levante e i Pinguini Tattici Nucleari

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