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27. 05. 2022 04:54

La “Fedeltà” di Lucrezia Guidone: «A Milano lego il desiderio»

L'attrice è la protagonista della nuova limited series Netflix

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C’era grande attesa per la nuova limited series italiana di Netflix, Fedeltà, disponibile (non a caso, forse) dal giorno di San Valentino. Liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Marco Missiroli, in sei episodi Fedeltà racconta il matrimonio tra Margherita (Lucrezia Guidone) e Carlo (Michele Riondino), correndo sottilmente sui binari dell’ambiguità narrativa per portare alla luce le insicurezze e le insidie che si celano (in fondo universalmente) in ogni coppia.

A fare da sfondo a questa storia di “presunta infedeltà” – diretta da Andrea Molaioli e Stefano Cipani -, ecco una Milano davvero variegata che, proprio come con la penna di Missiroli, diventa involontaria e viva protagonista del racconto. Ma è «un’altra Milano», ammette a Mi-Tomorrow Lucrezia Guidone.

“Fedeltà” sbarca su Netflix, intervista a Lucrezia Guidone

Fedeltà racconta molto anche nei silenzi e nell’ambiguità. È così?
«Assolutamente. Per me è stata una grande opportunità, perché il personaggio di Margherita cambia molto durante la serie. Inizia in un modo e poi finisce in tutt’altro. Il suo è un grande viaggio, in cui anche i silenzi sono importanti. Penso siano collegati al rapporto con se stessi e alla solitudine. È importante tornare a mettere se stessi al centro, anche nel rapporto con i propri pensieri e desideri. Questo è un aspetto centrale nel rapporto che c’è tra me e Margherita».

lucrezia guidoneÈ stato un viaggio interessante, dunque.
«È stato bello. Io amo poter lavorare con materiale che parte dalla drammaturgia del romanzo. È qualcosa che mi ispira molto».

E che ti ha portato a prenderne spunto.
«Il tema del romanzo mi ha subito parlato, sì. Suppongo mi abbia fatto vibrare delle corde anche in relazione alla mia storia personale. È stato un viaggio ricco sia dal punto di vista professionale, perché mi sono messa alla prova come attrice, sia umanamente. Ci sono temi che ti fanno fare domande e riconsiderare alcune cose».

Insieme a te, Michele Riondino.
«È stato facile lavorare con lui. Tra noi c’è una chimica attoriale e un bel dialogo professionale, che poi è la cosa più importante. Quell’energia ti nutre e arricchisce ciò che va oltre il copione. Michele è stato un compagno molto attento e sensibile».

Che peso ha Milano nella serie?
«Intanto io adoro Milano. Mi lega a lei in primis l’idea di centro artistico, perché ho cominciato il mio grande sogno di fare l’attrice grazie a Luca Ronconi sul palcoscenico del Piccolo Teatro. È una città a cui lego il desiderio. E, anche se quello raccontato da Fedeltà è un altro tipo di desiderio, avere Milano come sfondo di questa storia è stato determinante».

Il set, del resto, è l’intera città.
«Per non parlare della Milano sospesa che abbiamo vissuto, avendo girato durante la pandemia. Eravamo in zona rossa e vedere la città così ferma, con queste atmosfere, è stato complesso ma anche affascinante. Ho visto un’altra Milano. Mentre tutti erano a casa per il coprifuoco, noi eravamo in giro a filmare. Abbiamo conosciuto un volto insolito della città, nella sfortuna del momento. È stato unico».

Un momento unico, ma fatto di tante facce. Quante sfumature di Milano ci sono in Fedeltà?
«Molte, tutte diverse. Non c’è solo la classica immagine di Milano “da cinema”. Sia i registi che il team sono stati bravi a creare un’altra città, costruendo uno sfondo che richiama particolarmente il romanzo di Marco Missiroli».

Tra routine e “soffocamento”: quanta città nella serie “Fedeltà”

Tutti gli esterni di Fedeltà sono stati interamente girati a Milano, anche per questo i volti che emergono della città sono infiniti. «Per noi Milano è sempre stata una dei protagonisti della storia – sottolinea il regista Andrea Modaioli –, per cui l’abbiamo trattata come se fosse una degli attori. Abbiamo cercato di raccontarla non solo come cornice, ma come parte integrante della narrazione».

Dal Parco Sempione, in cui il personaggio di Carlo svolge le sue lezioni di scrittura creativa, ai grattacieli di piazza della Repubblica e Gae Aulenti (dove lavora Andrea), Fedeltà fotografa le molteplici anime di Milano. E ancora il Deposito Atac (dove vive Sofia), la Terrazza Martini e i Navigli per arrivare a San Babila e al Duomo, sfondi della quotidianità di Margherita. «Milano è perfetta – conclude Modaioli – per descrivere quei momenti che, nelle relazioni, sono a cavallo tra la routine e la sensazione di essere un po’ soffocati».

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