11.8 C
Milano
25. 10. 2020 08:38

Martina De Santis racconta “gli atomici fotonici”, il nuovo corto con Giovanni Storti

L'attrice Marina De Santis racconta in esclusiva a Mi-Tomorrow la sua ultima fatica: "Gli atomici fotonici", il nuovo cortometraggio con Giovanni Storti

Più letti

Tra le polemiche il Giro d’Italia arriva a Milano. Il campione Nizzolo: «Per me è un pezzo di cuoere»

Milano gli ha dato i natali, la Brianza lo ha fatto diventare un ciclista. E non uno qualsiasi. Un...

Le Regioni stoppano il Dpcm: «No ai ristoranti chiusi alle 18.00»

Quello che sembrava ormai un nuovo Dpcm pronto è diventato un terreno di scontro aperto tra Governo e Regioni....

In arrivo il nuovo Dpcm: ristoranti chiusi alle 18

Il governo sta definendo in queste ore il nuovo Dpcm. Ecco quali sono le novità previste nel nuovo testo...

Si chiama “Gli atomici fotonici” il nuovo corto realizzato da MINIFILMLAB, un progetto dedicato ai giovani filmaker con la supervisione di OffiCine. È la storia ironica che vede protagonista Giovanni Storti, nei panni di Giacomo, che interpreta un padre con la voglia di mettersi in gioco senza timori e paure.

C’è anche il figlio Riccardo, interpretato da Francesco Buttironi, un ragazzo timido ed impacciato attratto da Laura, la quale stravolge i piani del giovane. Le “stramberie” del padre saranno per Riccardo la spinta per prendere in mano la sua vita. Martina de Santis, nei panni di Laura, ci ha svelato qualche retroscena del corto disponibile ora su YouTube.

L’intervista alla protagonista: «Il corto è una delle cose più difficili da realizzare»

Partiamo dal cortometraggio con MINI, che esperienza è stata?

«È stata un’esperienza molto bella, c’è stata una grande attenzione da parte di tutti per lo sviluppo di questo progetto. È stata una creazione cinematografica che incentra tutto sul gruppo: non è possibile la realizzazione senza un lavoro di gruppo e di scambio. È molto bello lavorare anche sulla commedia».

È più facile?

«Apparentemente sì, ma non è sempre così. È una situazione che arricchisce. Ho lavorato con gli studenti: loro imparano ma lo faccio anche io».

Dietro alla scenografia c’è un grande messaggio, com’è lavorare sul corto?

«Non è un formato semplice, credo sia una delle cose più difficili. Dal punto di vista degli attori è complicato: ci devono essere tutte le tracce per far arrivare il messaggio anche in poco tempo. È l’occasione per mettersi in mostra con poche battute. Deve essere una cosa molto precisa, non è sempre facile ma è molto attraente».

atomici fonotnici corto giovanni storti
Marina De Santis

Cosa non deve mai mancare in questo lavoro?

«In questo lavoro non ci sono mezze misure, che tu abbia sessant’anni e una carriera consolidata alle spalle o che tu sia a metà o alle prime armi. Non conta, l’importante è unire tutto alla perfezione. Bisogna mettere sempre tutto, se uno non è coinvolto diventa molto difficile. In questo, l’intero gruppo è stato spettacolare. In modo delicato, leggero si lavora sempre sullo stare dentro a questo lavoro. Anche in un modo molto piacevole».

Com’è stato lavorare subito dopo la fase del lockdown di quest’anno, come l’hai vissuto?

«È stato uno dei primi set che sono stati fatti con le nuove norme, mi trovo in difficoltà a raccontarlo. Il nostro approccio è stato quello di accettare questa cosa, abbiamo da subito seguito le norme e non ci siamo mai abbandonati alla resistenza. Abbiamo affrontato tutto con tantissima serenità, anche se in alcuni casi è stato strano. Non riesco a trovare altri aggettivi, è anche vero che la nostra esistenza è già cambiata e anche noi nella vita reale abbiamo dovuto imparare a fare diversamente».

Come avete fatto?

«Questa cosa ha cambiato i rapporti fisici tra di noi, ma sono convinta che questa nuova vita entrerà anche nel cinema. La squadra è stata bravissima in tutto, ho apprezzato le figure che hanno garantito la sicurezza necessaria. Non può che essere così, era l’unico modo per lavorare bene e affrontare tutta questa vicenda. In alcuni casi è stato anche divertente, abbiamo scoperto altri modo di comunicare».

Che ruolo avrà il cinema in questo senso?

«Abbiamo provato a tornare alla normalità, considerando che c’erano delle condizioni per lavorare in sicurezza è giusto continuare a fare cinema. Questo ha un ruolo di svago, di arricchimento e di evasione: è qualcosa di fondamentale per noi, soprattutto in un momento del genere. È difficile pensare di vivere senza tutto questo».

 

In breve

Tra le polemiche il Giro d’Italia arriva a Milano. Il campione Nizzolo: «Per me è un pezzo di cuoere»

Milano gli ha dato i natali, la Brianza lo ha fatto diventare un ciclista. E non uno qualsiasi. Un...

Le Regioni stoppano il Dpcm: «No ai ristoranti chiusi alle 18.00»

Quello che sembrava ormai un nuovo Dpcm pronto è diventato un terreno di scontro aperto tra Governo e Regioni. I governatori, infatti, hanno scritto...

In arrivo il nuovo Dpcm: ristoranti chiusi alle 18

Il governo sta definendo in queste ore il nuovo Dpcm. Ecco quali sono le novità previste nel nuovo testo di legge. Bar e ristoranti. «A...

Bollettino regionale, ancora numeri da record in Lombardia: Milano, +1.010

I positivi riscontrati nelle ultime 24 ore sono 4.956, di cui 279 “deboli”, con la percentuale tra tamponi eseguiti (32.749 oggi) e positivi che sale all’...

Milano, follia sulla metro: rifiuta di indossare la mascherina e minaccia i vigilantes

Nella giornata di ieri un uomo di 71 anni è stato arrestato per aver minacciato i vigilantes Atm dopo essersi rifiutato di indossare la...

Potrebbe interessarti