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27. 10. 2021 19:44

Milano, il grido del Teatro Manzoni: «Fateci aprire al 100%»

Riparte il Manzoni. Il direttore Alessandro Arnone: «Emozionante, ma così si fatica a sopravvivere»

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70 date cancellate nella stagione 2019/2020, due repliche nella stagione 2020/2021 poi altre 168 cancellazioni forzate. Questi gli impietosi numeri con cui ha dovuto fare i conti il Teatro Manzoni di Milano nell’ultimo anno e mezzo.

Il teatro Manzoni non si arrende alle restrizioni

La prestigiosa sala milanese ha comunque trovato la forza di reagire ed è ora finalmente pronta a riaprire il sipario per una stagione che come da tradizione si divide in quattro cartelloni: Prosa, Cabaret, Family ed Extra. Non mancano i grandi nomi dello spettacolo italiano come Monica Bellucci, Vincenzo Salemme, Vanessa Incontrada, Martina Colombari, e Antonio Catania per un teatro che ha sempre fatto della commedia e dell’intrattenimento il suo marchio di fabbrica senza però dimenticare autori che hanno fatto la storia come Luigi Pirandello e Bertolt Brecht.

Un cartellone vario e capace di coinvolgere diverse categorie di pubblico: «Rivedere la gente nel nostro teatro, anche solo per la presentazione della stagione, è una grandissima emozione – racconta Alessandro Arnone, direttore del Teatro Manzoni –. Offrire al pubblico una stagione di altissimo livello è nel nostro Dna».

Il direttore Arnone: «Prepariamoci ad una stagione di alto livello»

Come avete organizzato questa stagione?
«Noi siamo un teatro di ospitalità quindi dobbiamo dire grazie ai nostri partner e alle compagnie che ci hanno dato la loro disponibilità e hanno deciso di portare le migliori commedie nonostante tutte le limitazioni. I teatri fanno fatica a sopravvivere quando sono al massimo della capienza, ora dobbiamo aprire al 50% della capienza».

Cosa possono fare le istituzioni?
«Ci aspettiamo che modifichino la regola del distanziamento e che ci permettano di tornare a lavorare con la massima capienza. In Inghilterra i teatri già operano con la massima capienza e addirittura senza obbligo di mascherina. Noi non chiediamo tanto, vogliamo, per la sicurezza del nostro personale e del pubblico, che la mascherina rimanga obbligatoria ma senza distanziamento».

Cosa si aspetta del pubblico?
«Mi aspettavo un po’ di titubanza a prendere in considerazione l’ipotesi di abbonarsi a una stagione teatrale dopo il blocco di quella passata, invece sono rimasto favorevolmente sorpreso perché dopo due settimane dall’inizio della campagna abbonamenti abbiamo già 1600 abbonati. Un segnale fortissimo che la gente non ne può più di rinunciare alla sua vita, vuole tornare a socializzare e tornare nei luoghi dove era abituata a stare, luoghi di cultura e intrattenimento. Segnali tutti molto positivi che ci fanno ben sperare per il futuro».

 

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