17.3 C
Milano
27. 10. 2021 19:21

Sonia Peronaci torna in Tv: «Da Milano vi racconto l’Italia»

Dalla sua factory a Chinatown, Sonia Peronaci riparte alla scoperta delle tradizioni gastronomiche italiane ne La cucina di Sonia

Più letti

Sonia Peronaci è ripartita alla scoperta delle tradizioni gastronomiche italiane. In 70 nuove puntate di La cucina di Sonia in onda in prima serata da lunedì a venerdì e il sabato a ora di pranzo su La7d, la conduttrice e food blogger milanese torna a raccontare la cucina regionale del Belpaese. «La scorsa stagione è andata molto bene e abbiamo avuto una promozione. Le puntate sono state allungate, dureranno 30 invece di 15 minuti, in ognuna prepareremo due ricette consistenti e ci saranno alcune rubriche», racconta soddisfatta la Peronaci, che registra le puntate del programma nella sua Factory di via Bramante, nel cuore di Chinatown.

Sonia Peronaci alla scoperta delle tradizioni gastronomiche italiane

Che rubriche saranno?
«Ci sarà quella della posta in cui rispondo alle domande più frequenti dei telespettatori chiarendo dubbi sulle ricette o sulle preparazioni più comuni e un’altra su curiosità e approfondimenti a proposito di ingredienti e attrezzature».

Seguirai una linea particolare per le ricette regionali che proporrai in questa stagione?
«Abbiamo iniziato con le ricette regionali più conosciute, poi approfondendo regione per regione ho scoperto che, eccezion fatta per alcune zone di montagna dove le pietanze sono simili, l’Italia ha una varietà infinita di piatti che hanno dietro storie interessanti da raccontare. È bello far conoscere come nasce una ricetta, a chi è dedicata, gli ingredienti particolari che servono per la preparazione».

Cos’hai scoperto che non conoscevi delle tradizioni gastronomiche italiane?
«Ho capito che dietro le ricette di molti dolci, in ogni parte d’Italia, ci sono le suore e che dietro tantissimi dessert ci sono preparazioni molto tecniche. Mi viene in mente la torta Elvezia che, d’origine svizzera e fatta con preparazioni importanti (dacquoise, zabaione e crema al burro, ndr), è diventata il dolce tradizionale di Mantova».

Da milanese con papà calabrese e mamma altoatesina, che rapporto hai con la cucina meneghina?
«Mi piace cucinare i risotti, adoro il risotto giallo col midollo, preparo gli ossobuchi e i mondeghili. Meno frequentemente faccio la cassoeula che è molto pesante come tanti dei piatti contadini che servivano ai contadini per riscaldarsi dopo il lavoro nei campi. Si tratta di piatti che continuano a essere serviti nelle trattorie, ma anche in questo caso le ricerche mi hanno aiutato a conoscere piatti incredibili».

Tutte le puntate del programma le registri nella tua Factory di via Bramante, nel cuore di Chinatown. Come vivi il quartiere?
«È sempre stato un quartiere vivo, adesso è molto agiato e credo che diventerà sempre più bello. Da bambina abitavo in via Piero della Francesca e sono stata testimone dell’arrivo dei cinesi, della decadenza della zona e della sua rinascita».

Ci sono contaminazioni tra italiani e cinesi?
«Ancora poche, ma adesso ci sono molti cinesi nati qui che parlano italiano con spiccato accento milanese e l’atteggiamento sta cambiando».

Hai mai pensato di dedicarti anche alle ricette cinesi?
«A casa lo faccio. Ma se ne pubblico qualcuna non ho molto seguito, per questi piatti serve prima l’assaggio».

In breve

Ddl Zan giunge alla fine, a darne il triste annuncio l’ironia di Taffo

Sulla prematura scomparsa del Ddl Zan dopo lo stop di oggi in Senato, causato dalla "tagliola" che ha ucciso...