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20. 05. 2022 21:40

Telepathy, Francesco Tesei arriva al Teatro Lirico: «Il mentalismo per superare le distanze»

Il mentalista: «Scritto durante il lockdown del 2020, è il lavoro più personale che ho fatto»

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Francesco Tesei, uno dei più grandi mentalisti al mondo e orgoglio italiano, può finalmente tornare a Milano per portare in scena il suo nuovo spettacolo Telepathy. Un titolo che non vuole semplicemente riferirsi alla telepatia come caratteristica principale di un mentalista, ma che affonda il suo valore nel significato etimologico della parola: Tele-Pathos, che significa – dal greco – “passione condivisa a distanza”.

Francesco Tesei racconta il suo Telepathy

Un chiaro messaggio di ripartenza e di voglia di ridurre le distanze imposte negli ultimi due anni. «Per la mia ripartenza navigo a vista – spiega Tesei – ma è importante che ci siano dei segnali di ripresa. Sono molto contento di essere a Milano perché è una piazza importante con un pubblico che mi segue da tanto».

Francesco Tesei, come nasce Telepathy?
«L’ho scritto nel periodo in cui eravamo in lockdown e in difficoltà. L’obiettivo è raccontare a livello emotivo il disagio personale che ho vissuto in quei giorni, probabilmente è lo spettacolo più personale che ho fatto. Parlo di un mentalista arrivato quasi all’orlo della follia. È stata una terapia e vedo che il pubblico risponde perché il disagio che racconto è stato vissuto, seppur in modi diversi, da tanti».

francesco tesei

Quali sono le novità rispetto agli show precedenti?
«In Telephaty non sono più il perfettino che sa tutto e controlla tutto. L’esperienza di questi due anni mi ha portato a fare i conti col fatto di non poter aver sempre tutto sotto controllo e di dover affrontare e capire cose più grandi di me. Per un mentalista trovarsi a non capire certe logiche può essere destabilizzante. In questo spettacolo uso la rappresentazione teatrale per raccontare questa destabilizzazione e questo disagio».

Quanto è importante l’interazione col pubblico?
«È fondamentale perché rende fresco lo spettacolo, per me ogni serata è nuova, non posso chiamarla replica. Tutto segue un mio canovaccio ma posso incontrare spettatori particolarmente simpatici con cui creare qualcosa di divertente o magari uno difficile e chiuso. In quei casi devo gestire la situazione tenendo anche in mente che ci sono dei tempi da rispettare».

Come si sta evolvendo il mentalismo in Italia?
«Non stiamo vivendo un momento di grande sviluppo. Con la serie tv su Sky, il libro edito da Rizzoli e gli spettacoli ho provato a fare la mia parte per raggiungere un pubblico più vasto, ma sono consapevole che si tratti di un genere un po’ di nicchia».

Stasera alle 20.45

Teatro Lirico Giorgio Gaber

Via Larga 14, Milano

Biglietti: da 28 euro su teatroliricogiorgiogaber.it

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