Presentato fuori concorso all’ultimo Mostra del Cinema di Venezia, Una storia senza nome debutta giovedì 20 settembre nelle sale italiane grazie a 01 Distribution.

TRAMA • La protagonista Valeria (Micaela Ramazzotti) lavora nel mondo del cinema come segretaria di un noto produttore e come ghost writer per un rinomato sceneggiatore (Alessandro Gassmann), ma vive nella costante speranza di spiccare il volo verso lidi più stimolanti ed intriganti, fuggendo così dalla monotona convivenza con Amalia (Laura Morante), madre oppressiva e nevrotica. Per la giovane, però, è pronto a sbucare dal nulla un avvenimento destinato a stravolgerle incredibilmente la vita: un giorno riceve, in forma anonima, la stesura inedita di un film, che risulta poi appartenere ad un poliziotto in pensione (interpretato da Renato Carpentieri). La storia tratta del misterioso furto della celebre tela di Caravaggio, la Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi.

UNA STORIA VERA · Non si tratta effettivamente di una storia frutto di fantasia cinematografica. Una storia senza nome pone le sue basi su un fatto di cronaca effettivamente avvenuto. La tela, dal valore inestimabile per storia e prestigio, scompare in circostanze misteriose a Palermo nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre del 1969, dalla parete dell’Oratorio di San Lorenzo. Tutt’oggi non si hanno ancora sue tracce.

DA BRUCO A FARFALLA · La sempre più apprezzata Micaela Ramazzotti interpreta magistralmente il personaggio, in un primo momento timido ed impacciato, accompagnandone la fantastica evoluzione a scaltra detective in grado di decifrare tutte le impenetrabili vicende racchiuse intorno al misterioso furto, scoperto poi legato alla malavita palermitana.

SCENEGGIATURA · Roberto Andò porta sul grande schermo una sceneggiatura scritta a sei mani, condivisa con Angelo Pasquini e Giacomo Bendotti. Il regista palermitano, formatosi come assistente all’ombra di Federico Fellini e Francis Ford Coppola, ritorna sulla via del giallo letterario dopo l’esperienza nel 2004 con Sotto falso nome (anche qui con un tormentato scrittore come protagonista) e sulla via del tema della creazione artistica, affrontato nella pellicola di esordio alla regia Il manoscritto del Principe del 2000. Per questi precedenti, la scrittura del film mostra una certa maturità e dimestichezza nel saper mescolare noir, giallo e trame contorte, perfette per personalità dall’imbroglio facile come i suoi protagonisti.

ARMONIA PERFETTA • La pellicola, prodotta da Bibi Film in collaborazione con Rai Cinema, vanta la meticolosa fotografia di Maurizio Calvesi, già noto alle cronache per I Vicerè (2007) e Tutto l’amore del mondo (2010), mentre le musiche, firmate da Marco Betta, rispettano la tipica atmosfera da suspence all’americana. Nel complesso per il pubblico si tratta di un’opera intellettuale e colta, in grado di indagare sulla natura stessa del cinema e della sua costruzione tra finzione e realtà.

Origine: Italia
Durata: 110 minuti
Regista: Roberto Andò
Genere: noir