Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto parzialmente il reclamo presentato dalla difesa di Zaccaria Mouhib, il trapper noto come Baby Gang, modificando alcune delle restrizioni previste dal regime di sorveglianza particolare disposto nei suoi confronti dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Baby Gang: sì alla tv in cella
Secondo i giudici, la durata inizialmente prevista di sei mesi appare «obiettivamente eccessiva», soprattutto considerando le condizioni psicologiche del giovane detenuto, che potrebbero subire un ulteriore peggioramento a causa delle limitazioni imposte. Per questo motivo, il periodo di applicazione della misura è stato ridotto e terminerà il prossimo 2 luglio.
L’ordinanza sottolinea inoltre come il divieto di detenere un televisore nella propria cella non sia giustificato. Al contrario, i magistrati ritengono che la possibilità di seguire programmi televisivi possa contribuire a una maggiore serenità del detenuto, con effetti positivi sul suo equilibrio personale durante la permanenza in carcere.
Detenuto nel carcere di Busto Arsizio
Baby Gang, 24 anni, è detenuto nel carcere di Busto Arsizio ed è assistito dall’avvocato Niccolò Vecchioni. Lo scorso marzo era stato nuovamente arrestato nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lecco relativa a presunti reati che comprendono la detenzione illegale di armi e maltrattamenti nei confronti della fidanzata.
La misura della sorveglianza particolare prevedeva numerose restrizioni: l’impossibilità di partecipare ad alcune attività formative interne all’istituto, la permanenza all’aria aperta limitata a due ore al giorno e la detenzione in una cella singola priva di diversi oggetti normalmente consentiti, tra cui fornellino, armadi, soprammobili e televisore. Erano invece ammessi soltanto un letto, un tavolo con sgabello e una radio.
Condotta definita «pessima»
Nel provvedimento, il Tribunale non ignora però le criticità emerse durante la detenzione. I giudici evidenziano una condotta definita «pessima», caratterizzata da atteggiamenti aggressivi e da una capacità di influenza sugli altri detenuti dovuta alla notorietà dell’artista e alla sua popolarità tra i più giovani. Un comportamento ritenuto tale da incidere negativamente sull’ordine e sulla sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.
Per questo motivo, alcune limitazioni restano confermate. Tra queste, il divieto di utilizzare il fornellino in cella, considerato una misura necessaria per prevenire possibili rischi. Diversa, invece, la valutazione sul televisore, ritenuto uno strumento che può favorire un clima più disteso e contribuire al benessere psicologico del detenuto.
