L’ultimo CDA è stato l’occasione per tirare le somme degli ultimi quattro anni di mandato, un periodo caratterizzato da un intenso lavoro per consolidare l’immagine internazionale dell’istituzione e stabilizzare gli aspetti gestionali e amministrativi. Sotto la guida di Boeri, la Fondazione ha operato per riorganizzare e dare nuove funzioni agli spazi del Palazzo dell’Arte, portando avanti contemporaneamente un ambizioso programma di public engagement.
A livello economico, il bilancio si chiude con un fatturato di 20 milioni di euro, dove i ricavi privati pesano per il 57%. Il patrimonio è cresciuto di oltre 6 milioni di euro tra il 2022 e il 2025, a conferma di una gestione solida che ha permesso investimenti pluriennali e collaborazioni di alto profilo con realtà come la Fondation Cartier e l’ESA.
I ringraziamenti di Boeri e l’ipotesi della nuova presidenza
“Ringrazio con tutto il cuore i dipendenti, i consulenti, i mediatori, i membri del Comitato Scientifico e del Consiglio di amministrazione e la direttrice generale per il lavoro svolto in questi otto anni”, ha commentato Stefano Boeri, sottolineando come il lavoro di squadra abbia trasformato Triennale in un polo culturale d’eccellenza. Il presidente uscente ha rivolto lo sguardo anche al futuro dell’ente: “Sono certo che Triennale Milano, che nei prossimi giorni affideremo alla nuova presidenza e al nuovo Consiglio di amministrazione, consoliderà ancora di più il suo ruolo propulsivo”.
La scelta del successore dovrebbe essere ufficializzata a inizio maggio, dopo mesi di stallo istituzionale. Al momento, le voci vedono in pole position per la carica il docente Iulm Vincenzo Trione.
Nuovi spazi e programmazione futura
La trasformazione fisica del Palazzo dell’Arte è stata uno dei pilastri della presidenza Boeri, culminata nel 2024 con l’apertura di Cuore – Centro studi, Archivi, Ricerca e la riqualificazione del Piano parco tra il 2024 e il 2025. Questi interventi hanno reso la struttura più accessibile e funzionale alla multidisciplinarietà, includendo nuovi dipartimenti come quello dedicato alla moda.
Nonostante il cambio al vertice, la programmazione culturale è già definita fino al 2027, garantendo continuità alle attività del Museo del Design Italiano e alle grandi mostre internazionali, come quella imminente su Costantino Nivola.
